Scoprire, guardando dall’alto,
da un rudere forse, da un tetto,
che i volti, le grida e le luci
sono un ridicolo sussurro,
un esile tratto di penna
che già tracciandolo scompare
e sotto non rimane nulla.
Ma come brulicano invano
i poveri insetti del mondo,
come s’affannano a schiacciarsi
e ad annullarsi senza pace,
senza sentiero e senza luce
e senza nemmeno il coraggio
d’eliminare anche il rimorso.
Scoprire tutto e poi tornare
giù, dove brulica la vita,
come un insetto senza pace,
senza sentiero e senza luce
e senza nemmeno il coraggio
d’eliminare anche il rimorso.
