Aprirsi fiore e chiudersi corolla
nel sorgere tardivo dell’estate,
un’ isola lontana senza storia
da scorgere al tramonto ed aspettare.
Ed aspettare mentre il tempo passa
sui sogni iridescenti del mattino,
sui palpiti focosi del meriggio,
sulla tristezza mite della sera.
Ed aspettare mentre il mondo passa
come un ventaglio aperto alle illusioni
e chiuso fra le pieghe della vita.
Così seduti sulla riva,
così raccolti e clandestini
sembriamo tutti un po’ fratelli,
sembriamo tutti un po’ felici.
E forse l’isola è vicina.

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