Ora un blister di giorni ci separa
da un orizzonte bianco e di controre
fatto d’arredi sterili d’albergo
e corrimano finta madreperla
che portano dovunque

e non al cuore.

Vengono alle cabine
ombre soldate a ispezionarci i sogni;
dopo le rughe infinitesimali
la spossatezza indagano e il sentire,
tutto il resto di un uomo
ed i ricordi
insieme ai denti sani e a quelli rotti.
Dentro le spiagge
martoria la rena
il respiro dei granchi;
a tracce,
pure noi,
siamo tornati,

le vene nel silenzio come polpi.

TAGLIA IL PORTO CAPITANO !!
È la partenza.

← L’ignoto
Make me up →