Seduta sulla vetta in cima al mondo
con occhi lunghi sopra il paradiso
padrona del tutto
ma padrona del nulla
intarsio pezzetti di cielo
stuzzicando qua e là nuvole imbronciate
e cambio rotta ai fianchi
fuorviando disegni indelebili
che s’affacciano alla mente
liberando nell’aria rossastra della sera
bianche scie e viro nell’infinito ceruleo
come aereo ch’insegue gabbiani in volo
Respiro il profumo d’ogni reale confine
distendendo pensieri al calar del sole
e sgrano tra le mani le perle ai giorni
sciogliendo nodi del veleggiar ch’è stato
Attendo l’alba che verrà domani
puntando i piedi ai bordi di oscuri destini
ma con quel sapore alla bocca
d’essere parte vitale
d’un tempo migliore

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