Ora e qui,
né per sempre né mai
se la strada è fiaccata dalla pioggia
riposatevi al riparo
di un albero viola
Cosa credete che sia?
E’ la veglia che vince sul sonno
mentre bada al fuoco mano antica
di Teognide il greco, il suo vino
le sue armi di terra e spuma calda
come stelle piegate nella fossa di un’orma
– ecco fratelli –
il vostro riflesso giungerà alle nubi
trafitto da uno splendido dono celeste
e i figli vi vedranno giganti di ferro
scrivere e impastare poesie
nella calce del tempo
Poi diranno la storia
un sasso e un noce
accoppiati all’orizzonte
il tramonto terrà banco
dipinto di stracci
fra le vie denigrate
di zingari
e magri reverendi di paese
Chiameranno in aiuto i soldati
per spostare dei quadri
