Volare di gabbiani
tra le distese di nuvole inquiete,
cadon dita di sole
e aprono spazi tra coltri in tempesta,
s’infrangono su scogli
gli smeraldi del lago,
ulula il vento irato
tra i rami e gli incavi di roccia sorta,
spumeggian le onde in spruzzi e gocce accese.
E’ vibrare di luci,
unisono di voci.

Pare immobile attesa,
di tempo e spazio arresa:
infuria qui la vita.

– Noi – soli spettatori.

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