Voltarsi indietro
e ritrovare il viale
dove l’assenza seppe di speranze
e di canzoni scritte all’improvviso
sotto tende di cielo
Ora sento il tuo nome
allora indecifrabile
adesso vuoto e bianco
come la luna
macchia scostante e furba
affissa alla vetrina
d’altre notti
“Torno più tardi”
questo mi ricordo
di un passo galleggiante
oltre le scale
mentre incontro alla vita
– era di ottobre –
andavi a raccattare sguardi ubriachi

Girato verso un pino gigantesco
aspetto con la testa dentro un buco
e vedo il mare dietro i condomìni
di case secche al sole

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