La mia maestra ha i capelli neri. Li porta raccolti sulla nuca e sembra avere una testa enorme. Anche i suoi vestiti sono neri. E’ sempre seria e non sorride mai. Credo sia per colpa nostra. La facciamo arrabbiare e lei urla. Tutti i giorni. Io provo a fare il bravo ma lei mi sgrida sempre. Proprio non ci riesco, a fare il bravo.
La mia maestra è molto alta. Ha gambe e braccia lunghissime. Se proviamo a correre ci prende subito. Non vuole che corriamo o che giochiamo. Dice che dobbiamo stare fermi e fare silenzio. Martina invece parla sempre e allora la maestra la sgrida e dopo lei piange e quando piange fa ancora più rumore ed è peggio. Io allora mi metto le mani sulle orecchie per avere il silenzio ma il pianto si sente lo stesso. Io però non piango più. Prima piangevo ma la maestra non voleva e cercava di farmi smettere. Io ci provavo inutilmente e allora la maestra mi copriva gli occhi e mi chiudeva la bocca ma le lacrime uscivano lo stesso e anche le grida. Lei premeva forte ma non c’era verso. Gli altri bambini mi guardavano in silenzio senza fiatare e io volevo essere come loro, bravi, composti. Cercavo anche di trattenere il respiro ma finivo sempre per scoppiare in singhiozzi. Allora la maestra era costretta a mettermi al buio nell’armadio . Perché i bambini cattivi devono stare nell’armadio, e io ero cattivo. Ora sto buono perché al buio non ci voglio più tornare. C’è freddo e non si vede niente. Io ho paura del buio. Martina invece la mette ancora.
La mia maestra dice che il cibo non va sprecato. Dobbiamo sempre mangiare tutto perché i bambini poveri non hanno niente. A me non piace la pappa della maestra ma la mangio lo stesso. Anche la mamma mi dice sempre che devo mangiare tutto e quello che mi dà è più buono, però non sempre ce la faccio e allora avanzo. Io lo so che per diventare grandi bisogna mangiare tanto e vorrei avere la pancia più grande così ci riuscirei senza problemi. Una volta mentre la maestra mi imboccava ho vomitato e lei mi ha fatto mangiare tutto ancora una volta. Io non volevo rimangiare ma lei mi costringeva con forza. La pappa mi andava anche nel naso e allora tossivo e rigurgitavo di nuovo ma lei mi teneva ferma la testa e mi dava tante botte sulle mani. Quando sono tornato a casa la mamma mi ha chiesto come mi ero procurato quei lividi ma io ho detto che ero caduto. Non volevo che sapesse che ero cattivo e che non avevo mangiato tutto.
La mia maestra ha sempre ragione. Anche la mia mamma lo dice sempre. Dice che devo fare il bravo e ascoltare la maestra. A casa ci riesco e infatti la mamma non mi sgrida mai, ma a scuola la maestra si arrabbia sempre. Tutti a scuola facciamo tanto arrabbiare e la maestra ci deve dare le botte o metterci al buio. Così impariamo.
