Ah, si ricomincia, che stress. Fa male starsene troppo tempo in ferie, rende solo più pesante tornare a lavoro. E il mio è un lavoro stancante, sia mentalmente che fisicamente. Troppe cose a cui pensare, troppe. E poi devo stare attento a non dimenticarmi di nessuno dei miei clienti. Uno solo, ne basterebbe uno soltanto, e la mia reputazione sarebbe compromessa per sempre. Il colmo di tutto, poi, è che nemmeno potrei dire che sia giunta l’ora di andare in pensione data la mia età. Al contrario, la mia è proprio un’età perfetta, ed è questo che mi ha sempre inguaiato. Ah, guarda che tempo, e senti che freddo. Come vorrei starmene qui al calduccio, invece di incasinarmi dietro persone che neanche conosco. E vabbé, è meglio che inizi a prepararmi: l’aspetto è importante nel mio lavoro.
Mi guardo nello specchio: beh, debbo ammetterlo, sono proprio un figurino.
Ah… Che stanchezza, guarda che mi tocca fare. È ora di andare, e andiamo.
“Ragazzi io vado eh, va bene?”. Nessuno rispose. Che insolenti, sono già a letto. Neanche sono rimasti per salutarmi. Ma forse è giusto così: loro hanno sgobbato finora, e adesso tocca a me.
Mi metto il cappello e esco.
Una frustata d’aria gelida mi percuote il viso. Mi avvio a passo veloce mentre la neve crepita sotto i miei stivali.
Monto in slitta e volo nella notte stellata.

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