Vale lo stesso discorso delle befane che arruolano nei locali il sei gennaio. Non sono mai belle. Per forza, devono interpretare la befana. Ci si immagina gli annunci. Cercasi attrice di brutta presenza per ruolo epifanico. Allora l’attrice di brutta presenza si presenta all’audizione. Spera di essere presa, ma essere presa vuol dire che la sua paura d’essere brutta è ufficialmente ratificata. Spera anche di non essere presa. Signorina, lei è troppo bella per fare la befana. Sogna che le dicano. Quando vado nei locali dove ci sono le befane mi viene il magone pensando a questo. Al loro tumulto interiore. Ma è pur vero che a volte le befane non hanno tumulti interiori.
Spesso si aggira il problema assoldando degli attori maschi. Perché? Perché sono brutti. Forse gli assoldatori non vogliono turbare delle donne facendo intendere che sono brutte. O forse gli assoldatori se ne fregano. Probabilmente. Comunque non è che gli uomini siano più brutti delle donne, in generale. Ci sono uomini orrendi e donne orrende. C’è la possibilità che scelgano gli uomini perché l’uomo brutto travestito da donna diventa ancora più brutto. Può darsi.
Resta il fatto che un uomo bello non lo scelgono per fare la befana. E questo l’uomo brutto chiamato per fare la befana lo sa. Certo, l’uomo brutto non è permaloso come la donna. La donna ci tiene di più alla bellezza e al giudizio degli altri. Questo è sicuro.
Il caso di Plinio Fernando però è un caso a parte. Plinio Fernando è quello che recitava la parte di Mariangela Fantozzi nei primi film della serie. La bambina più brutta del mondo. La bambina che sembra una scimmia. Una mostruosità.
Qui non si tratta di uno che per arrotondare lo stipendio fa la parte della befana un giorno all’anno, e magari senza che nessuno dei suoi amici lo sappia e lo prenda in giro per questo. Qui si tratta di uno che è diventato famoso per quella parte. Talmente famoso da rimanere per forza intrappolato nel ruolo: non ha fatto quasi nessun altro film, e quei pochi non sono memorabili. Come Hutch di Starsky e Hutch. Ma Hutch è un uomo. E di bell’aspetto.
Plinio Fernando è per tutti Mariangela. In pochi conoscono il suo vero nome. Provate a dire a uno: lo conosci Plinio Fernando? Vi dirà che non lo conosce. Provate a dirgli: conosci la figlia di Fantozzi? Vi dirà che la conosce. Poi aggiungerà: quella che in realtà è un maschio. E questo Plinio lo sa. Chiaro che lo sa.
Quando penso a lui – a volte capita – io me lo immagino dentro il camerino. Me lo immagino mentre sta seduto di fronte alla truccatrice. Immagino che le faccia suo malgrado capire dallo sguardo che diventare famoso come persona orrenda alla lunga spezza qualcosa nelle regioni interne che hanno a che fare con l’amor proprio. Immagino anche che lei gli dica qualcosa. A volte cerca di cambiare argomento. Succede soprattutto quando è stanca, e non sa come affrontare la cosa. Altre volte gli racconta che con quella parrucca sembra davvero un altro. Certo che vestita così sei proprio brutta, sai? Scherza così. Ma solo se non è stanca. Plinio, che è sensibile, sorride. Non vuole metterla in imbarazzo. Starebbe male anche lui vedendola a disagio. E mentre sorride pensa al suo compagno di classe che anni prima da dietro gli tirava i pallini di carta nel collo. E faceva il verso della scimmia. Poi si ricorda che anche nel film che stanno girando adesso c’è chi fa la scimmia rivolto a lui. Gli viene persino una specie di groppo in gola. Cosa c’è? Gli chiede la truccatrice. Oh, solo un po’ d’acidità di stomaco. Dice lui mentre abbassa la testa.
