Quel giorno l’estate decise di andarsene lasciando spazio all’autunno e nel bosco la vita cambiò in modo repentino.
Nic, un piccolo leprotto, annusò l’aria e, per la prima volta da quando era nato in un tiepido giorno di primavera , la sentì fresca e frizzante.
Ad un tratto…Arrivò anche il vento!
Nic si guardò intorno divertito: tutti gli animali del bosco correvano e si affannavano per raggiungere le loro tane, schivando le foglie che svolazzavano nell’aria.
“ Che freddo…Che vento…” Balbettava il vecchio gufo.
“ Era così bella l’estate…” Gli rispondeva lo scoiattolo un attimo prima di rifugiarsi nella cavità di un tronco.
Le foglie continuavano a volare in un girotondo di colori e il leprotto si mise a correre per cercare di prendere prima una foglia gialla, poi una rossa e infine….si ritrovò ad inseguire una foglia diversa da tutte le altre: una foglia senza colore, ricoperta da strane macchie nere.
“ Questa volta non mi scappi..!” pensò la giovane lepre mentre con un balzo si tuffava su quella foglia tanto curiosa, che nel frattempo si era fermata contro un grosso sasso.
Nic guardò più volte la sua “preda” e rimase colpito da quelle macchie nere che si susseguivano con ordine su quel colore così diverso da quelli del bosco.
Nel frattempo si accorse che qualcuno lo stava chiamando.
“ Santo cielo….La mamma!…”
Il leprotto corse verso quella voce conosciuta portando con sé la strana foglia e stando bene attento a non perderla.
Non la fece, però, vedere a mamma lepre, perché sapeva che lo avrebbe sgridato: “Non si raccolgono le cose che non si conoscono – gli avrebbe detto – potrebbero essere velenose o nascondere tranelli..”
Nic decise di piegare con cura la foglia e di nasconderla in un luogo sicuro nella sua tana.
Arrivò anche l’inverno e il leprotto, ogni giorno, prima di dormire, dava un’occhiata a quello che considerava il suo “piccolo tesoro misterioso”.
Una mattina, guardando fuori dalla tana, rimase estasiato: tutto il bosco aveva cambiato colore e quel nuovo colore era….uguale a quello della strana foglia portata dal vento d’autunno.!
“Hai visto Nic ? E’ arrivata la neve!” Disse mamma lepre cogliendo lo sguardo pieno di stupore del suo cucciolo.
“ La neve? – esclamò Nic – E il bosco, ora, resterà sempre così ?”
“No – rispose ridendo la madre – presto la neve si scioglierà e lentamente il bosco ritornerà verde e profumato come il giorno che sei nato tu..!”
Il leprotto corse a vedere il suo piccolo tesoro e pensò con aria solenne “ Ha il colore della neve ! Ma fin’ora non si è sciolto neppure un pezzetto !…”
Nic ormai non era più un cucciolo e la primavera era alle porte.
La neve si era sciolta completamente, l’erba verde stava spuntando un po’ ovunque, i fiori facevano capolino qua e là e i rami iniziavano a riempirsi di piccole foglie.
Il leprotto era pieno di una nuova energia e si sentiva pronto ad affrontare la bella stagione.
Ma prima di uscire dalla tana corse a prendere la “strana foglia color della neve” deciso a scoprire, finalmente, cosa fosse.
La curiosità era davvero giunta al limite !
Nic prese la sua foglia tra i denti e iniziò a passeggiare nel bosco. Arrivò nei pressi di un ruscello e si appostò al sole per scaldarsi e riposarsi.
Ad un tratto sentì dei rumori strani e, improvvisamente, si ricordò delle raccomandazioni di mamma lepre che spesso gli parlava di umani, caccia, fucili e allora…con quattro balzi scappò in mezzo ad un cespuglio tenendo le orecchie dritte e i baffi tesi !
“ La foglia….! “ Il leprotto si rese conto di averla dimenticata vicino al ruscello. Ma era troppo tardi per recuperarla: uno strano personaggio, probabilmente uno di quegli umani di cui gli aveva parlato la madre, aveva già trovato il suo piccolo tesoro e lo teneva tra le mani.
“ Peccato….- pensò Nic – Non saprò mai cosa fosse quella strana foglia…”
In quel momento l’umano, guardando sempre più attentamente la strana foglia con le macchie nere, iniziò a fischiettare, dapprima lentamente, poi sempre più velocemente….e alla fine fischiettò una melodia che richiamò tutti gli uccellini dei dintorni che presero a cinguettare con lui.
L’umano rise e appese quello che per lui era solo un foglio su cui stavano scritte delle note musicali, ad un ramo….E se ne andò…
Il leprotto, invece, stava piangendo dalla felicità: aveva scoperto che il suo piccolo tesoro era una strana foglia color della neve che faceva cantare gli usignoli a primavera ! Quasi una magia !
