Due ore e mezzo a litigare al telefono col cliente. Riattacco: ‘Ora vado in pausa’ penso.
Stanzetta del caffè. Mi siedo. Destra: nessuno. Sinistra: nessuno.
SFRATAKRATAKRANG! Tiro una scoreggia portentosa.
Sogghigno soddisfatto: non vedo l’ora di controllare lo stato delle mutande.
Guardo in basso.
SANTISSIMO CAZZO!
Per un istante cari colleghi siete stati tutti ad un passo dalla morte.
Ero seduto su quarantotto bottiglie di alcol denaturato.
E’ così che si finisce in televisione.
Alberto Calorosi
Alberto Calorosi è nato a Genova nel 1972, vive e lavora a Parma. Nel 2007 qualche suo racconto è apparso sulla rivista La Luna di Traverso, sul quotidiano di Parma L’informazione e su un paio di antologie di racconti. È redattore di Tapirulan. Considera Fabrizio De André il più grande artista di tutti i tempi e si rammarica di non avere avuto l’opportunità di conoscerlo, anche solo per chiedergli cosa accidenti significa all’ombra dell’ultimo sole. Un giorno o l’altro imparerà a pattinare.
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