Non ci si veste sempre con lo stesso vestito, per quanto bello e versatile possa essere, non esiste un’unica automobile per parcheggiare in centro di lunedì ed essere dello spessore giusto nelle serate che necessitano una certa classe, e nessun uomo è per tutta la vita, ci sono uomini per periodi e uomini per occasioni. Lo so perché un tempo ero convinta del contrario, e cercando l’uomo per me attraverso molti anni e molti incontri ho capito che questo non esisteva. Certo, ho avuto delle relazioni anche di qualche anno, ma le ho iniziate sempre colla consapevolezza di quello che avrei potuto ottenere dal partner, e che avrei fatto la cosa migliore a fermare tutto una volta colti i frutti. Non definitemi cinica od egoista. Sono solo realista, evito delle conseguenze spiacevoli, preferisco fermarmi quando non ho più delle garanzie. Basta essere consapevole delle proprie decisioni. E’ una gran cosa la consapevolezza. Se infrangi il codice della strada e ne sei consapevole costituisci un pericolo molto minore di uno che compie la stessa infrazione senza volerlo. Se sai di essere in torto non dando la precedenza in un incrocio, sei vigile e non ti farai niente, mentre uno che non ha la tua consapevolezza avrà anche solo la colpa e non il dolo, ma espone ad un rischio maggiore tutti quelli che ha attorno. E io non voglio far soffrire nessuno, me compresa. Preferisco sapere sempre dove io stia andando. Se ho bisogno di qualcuno nel mio letto lo cerco, se ho bisogno di un idraulico lo chiamo, se voglio conforto c’è sempre il mio analista. Pretenderanno qualcosa in cambio, ma chi non lo fa?
Però forse non è del tutto vero. Forse c’è un eccezione, in effetti, una specie di uomo fisso. Solo per mezz’ora al giorno. Ma tutti i giorni, e da ormai tanti anni. Era appena uscito Cobra, se non sbaglio. Non mi ricordo neanche come l’avessi conosciuto, come fosse entrato nella mia vita. So solo che con lui ho trovato un po’ di equilibrio, quando stavo per traboccare. Era un brutto periodo ed ha funzionato. E funziona tuttora. La routine che mi impone essere una direttrice vendite comprende anche l’obbligo di molti incontri, per nulla interessanti, con uomini che non varrebbero nemmeno un secondo del mio interesse. Ineleganti in tutto, assolutamente banali, scialbi e noiosi. Appesantiscono un colloquio di marketing che non avrebbe nessun bisogno di più noia. Mi fanno sentire sprecata. Ma comunque ho l’obbligo di essere la loro compagna per una sera, troppo tempo. Io penso di essere stata una mantide religiosa in un’altra vita. Lo si vede dagli istinti omicidi che a volte mi dominano in corpo. Hai questo tizio davanti, grasso e goffo nell’affettarsi il roast-beef e telo proietti sotto i tuoi tacchi mentre è intento a farsi sbudellare dall’accanimento che ti viene dentro, quando invece ti parla placido e anestetico di nuovi mercati nell’Europa dell’Est, facendo diagrammi in aria con la sua forchetta di arrosto. Così mi alzo scusandomi cortesemente perché mi debbo assentare un attimo ed entro nervosa e feroce nel bagno del ristorante. Clandestina come abbandonando il marito per l’amante. Mi chiudo dentro e faccio uscire il mio compagno fisso. Non voglio carezze da lui o prediche su quanto costerebbe alla mia azienda fare a pezzi un cliente, voglio solo che il quarantasettenne John Zorn, questa come ogni sera, entri nel lettore portatile ed inizi a centrifugare ad alta velocità finché non gridi qualche emozione veramente forte all’interno della mia anima che balla a scatti in un cesso di un cesso di ristorante chic, che in verità serve da mangiare solo merda.

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Non ho sonno! →