(a Elena)
E la sera, prima o durante la cena,
immantinente noi attendiamo
la tua voce veloce e telefonica
sei tu, regolare bella chimica,
chiami e te ne stai in contatto
col tetto che a lungo ti riparò
allorché scorreva senza difesa
la sera il sopito moto della vita.
E parli con sussulti di passero
dei rimedi ai morbi e della reazione
un prodigio chimico, epossidazione
ci dici e ritorniamo abitati rami
brividi su rapide traslucide
piccoli pugni di fiori ora schiusi
e la figlia che eri, ora s’allontana
raddensando la dolcezza, piano
da : L’attimo e l’ora ma cosa il tempo?
