Gocce tue nel mio deserto di febbri
irrorano il mio greto pietroso
e mi alzano gli occhi
per sole due ore, forse tre
in una perla di resurrezione
dove scabri palpiti si rilevano
nei tagli sfrontati della luce
Mi porti a Milano
di fronte a noi col suo volume
il Duomo, guglie in giubilo
per le vicende di questi giorni
e Goya, carta vergata rossa
rossa resuscitata dal nero
nero della sordità, scurità
dell’ingiustizia, tempera della
bellezza
ricompone
il desiderio come liquido
in vasi comunicanti
da: Canzoniere coniugale
