Sul tram, all’ora che si torna a casa,
ci assopiamo tutti ad occhi aperti,
mescolando senza intenzione i pensieri,
un po’ consueti, un po’ feroci.
Vanno su e giù, svagate, lente,
le ciglia di ognuno come musica,
e gli sguardi si perdono a fissare.

Occhi buoni abbiamo tutti
in quest’ora concessa di stanchezza,
noia e solitudine.
Occhi da cane bastonato,
abbandonato già mille volte,
che pure spera ancora,
quieto al di là della propria natura,
in un nuovo padrone,
un nuovo giorno.

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