La solita flebo all’ora di cena.
Acqua, zuccheri, placebo, a perfusione lenta.
Si dispone di tenere testa alla bestia
di rinviare l’estremo banchetto della iena.
Ma i tuoi occhi
i tuoi occhi che parlano per te
raccontano la pena
la stanchezza infinita dell’attesa.
Nella luce obliqua della stanza vagano senza posa
ansimando nervosi
come candele in agonia
e si chiedono ragione della tivù accesa
e della vita
che stride incauta
all’ora dei parenti.
