“Quanta sia la potenza d’amore,
quanti li stimoli della corrottibile carne,
penso che non sia alcuna di noi
che per isperienza provato non l’abbia.”
Giovan Francesco Straparola
Pronto?… Pronto?… Con chi parlo?… Parlo con qualcuno?…
Ciao…
Sì. Qualcuno c’è. E mi dà del tu.
Ciao…
Buonasera…
Ma come sei formale…
Blocco psicologico. Mia madre era un sergente di ferro. Mio padre, un travestito. Veda lei.
Ciao…
Di nuovo? Piuttosto, senta: non è che per caso… ho composto il 78426796?…
Ciao…
O si è rotto il disco, o soffre di adenoidi.
Ciao…
Signorina, abbia pazienza… io sto cercando – con urgenza: non mi va di nascondermi dietro facili metafore – di mettermi in contatto con il 78426796. Vorrebbe farmi la cortesia di dirmi con che accidenti di numero sto parlando?…
Con il mio…
Le sembrerà strano, ma almeno questo l’avevo compreso. Quanto a intelligenza non sono un aquila, ma nemmeno un passeraceo. Sia gentile, non mi faccia perdere tempo. Il contascatti, qui, si sta facendo il circuito di Monza. Va come una sassata.
Ho tutto il tempo che vuoi…
Lei. Io no!
Restiamo insieme… ti scongiuro… non farti pregare…
Le ripeto, signorina: io…
Abbiamo tante cose… da dirci… non fare il timido… posso raccontarti quello che desideri…
Non sono timido e non ho particolari esigenze o desideri.
Dimmi… ti piace… il mio corpo?…
Per rispondere dovrei vederlo. È dura, via cavo. La mia immaginazione ha dei limiti, poveretta. Ci sono cose che proprio non le posso chiedere, se no mi manda a quel paese.
Vuoi… vederlo?…
Come sopra. Sia gentile: finisca una buona volta d’ansimare, e si decida a dirmi che numero ho composto.
Che numero hai… Vuoi dire che non lo sai? Non lo sai per davvero? Non fai finta?…
Quante domande… Ma lei, signorina, ha cambiato voce. Non ansima più. Si sente meglio?
Allora non sai!… Non lo sai!…
Se volesse farmi la cortesia di colmare FINALMENTE le mie lacune conoscitive gliene sarei grato…
Questo è un telefono erotico!…
Un COSA?!
Un telefono erotico. Stai parlando con Luana la Mondana. Orgasmi telefonici ventiquattrore su ventiquattro. Prezzi modici, perversione a go-go. Modestamente, sono assai richiesta e rinomata, nell’ambiente.
Immagino che questa sia l’indiretta conferma del fatto che ho sbagliato a digitare il numero sulla tastiera…
Direi.
Le chiedo scusa per averLe fatto perdere tanto tempo, e inutilmente. La lascio alla sua… occupazione.
No, no.
Come, no?
Aspetta. Non riattaccare. Se vuoi mi metto in ginocchio. Se lo desideri, t’imploro. Se lo ritieni necessario, ti scongiuro. Basta che non riattacchi. Non farlo…
Signorina, qui il contascatti s’è messo a fare le capriole. Io non…
Dammi del tu. E non riattaccare. Resta qui. Con me. Fammi sentire una donna. Parlami. Da persona normale, civile. Senza subissarmi di parolacce, di visioni torbide, di fantasie improbabili. Annego nei coiti virtuali. Soffoco tra le fellatio telefoniche. La mia linea, tanto per dirne una, si chiama “Strapazzami le uova”.
Bel nome. Eloquente, più che altro.
Io mi chiamo Celeste, non Luana. Ce la vedi una linea erotica gestita da una che si chiama Celeste… come la nostalgia?
Be’…
Appunto. Hai colto l’essenza. Bisogna essere credibili. Sempre e comunque. Bell’idea, la laurea in Filologia Slava. Almeno mi chiamasse qualche croato, qualche bosniaco… ma sai, quelli c’hanno altro da fare…
Luana…
Che Luana d’Egitto! Celeste, ho detto! Celeste!…
Non volevo…
La solita brodaglia: “ma sai… non volevo… se solo avessi immaginato… non era mia intenzione… ti prego di credermi… sono mortificato…” dite, dite… poi fate… quello che vi pare, ovvio…
Il contascatti…
A cagare te e lui! Apri le orecchie. E bene, che non mi va di ripetere. Adesso mi dai il TUO numero di telefono.
Il mio… numero privato?…
Sì: il tuo numero privato. Ti chiamo io. Domani, quando stacco. INTESI?
Celeste…
Ci sentiamo domani. Mi hai capito? Pronto? Pronto? PRONTO!!! Lo stronzo… ha riattaccato…
Pronto?…
(Oddio, un altro…). Ciaoooh… Sono Lu… anahhh…
