I film peggiori della mia breve ma intensa carriera di spettatore me li hanno inflitti gli amici.
I danni prodotti dalle amicizie sono spesso incalcolabili: ti convincono a fare o a pensare cose che normalmente non ti sogneresti nemmeno di prendere in considerazione. Come, ad esempio, trovarsi in casa di qualcuno per vedere un paio di videocassette scovate in posti nei quali avrebbero fatto meglio a rimanere sepolte, oppure recarsi al cinema per assistere a qualcosa che altri si sono sentiti in dovere, spinti da chissà quale sadica pulsione, di consigliare.
La palma della peggior fetecchia mai vista su uno schermo spetta a “Bloody Mallory”, indigeribile pastrocchio horror di fabbricazione transalpina. La protagonista è una cacciatrice di roba tipo vampiri e mostriciattoli vari. Ha avuto un marito demone che è stata costretta (se non ricordo male) a eliminare. La aiutano: una bimbetta telepatica e telenonosocosa, di cui ho fortunatamente rimosso il nome, talmente odiosa che meriterebbe di essere sepolta a forza di badilate sul cranio; un travestito di colore, vestito in maniera oltraggiosa, alto quasi due metri e dall’agghiacciante nome di Vena Cava; una specie di prete d’assalto belloccio ma agile quanto una lumaca spastica.
Al secondo posto, si piazza “Warning”, altro capolavoro impostomi dai miei amici. Si tratta di una copia maldestra e infame del già brutto “Signs”, che feci l’errore di comprare in videocassetta ad un mercatino dell’usato, terza pellicola del regista di un film che annovero tra i miei preferiti: “Il sesto senso”. Come abbia fatto costui a partorire un simile banale ammasso di sciocchezze è cosa che resterà fra i misteri che mai mi riuscirà di decifrare. In ogni caso, prendete “Signs”, banalizzatelo (sempre che questo sembri possibile, ma vi assicuro che lo è), utilizzate effetti speciali che neanche i videoamatori, e otterrete “Warning”. Sul quale non vale la pena che io aggiunga altro.
Al terzo posto, il classico esempio di come possa tragicamente perdere la propria dignità un regista ai suoi tempi strepitoso quale era il grande Blake Edwards: “Il figlio della pantera rosa”. Questo l’ho visto al cinema, quando ancora il biglietto si pagava in lire. Dodici biglietti da mille per vedere un uomo sputtanarsi così. È stato allora che l’ho giurata a Benigni (il “figlio”, peraltro illegittimo, del titolo era lui). Non ho mai più guardato una pellicola con lui come protagonista.
Quarto posto per “L’ombra del lupo”. Cast a dir poco stellare: Sutherland padre, Toshiro Mifune e Lou Diamond Phillips, sempre che non ricordi male. Storia di una comunità esquimese o giù di lì che si trova a dover affrontare guai con la giustizia degli uomini bianchi. L’unica cosa meritevole di questa pellicola è l’amante del vecchio Mifune, che viene spietatamente scopata dal figlio. Sul resto, tenderei il proverbiale e pietosissimo velo.
Chiude la rassegna “Dragonfly”, sorta di thriller paranormale interpretato da Kevin Costner. Per la serie: evitate di seguire (in tutti i sensi) i consigli di certe amiche. Un bell’uomo non fa un bel film. La trama? Un uomo rimane vedovo della mogliettina, peraltro incinta, andata a cacciarsi in Amazzonia o in qualche altra sperduta località, e comincia ad avere strane visioni. In pratica, è la moglie che gli sta indicando la strada per andare a recuperarsi la prole, affidata ad una qualche tribù autoctona.
Francamente: a me le vaccate piacciono. Ho visto (e successivamente comprato) materiale che voi umani manco ve le sognate non dico di notte ma di giorno e pure a occhi aperti: “Cobra”, “Commando”, “Invasion USA” e via di questo passo. Tutta roba diventata “cult”, che tutto sommato mantiene salda una sia pur labile dignità. Però, perfino io mi pongo dei limiti. Oltre i quali non vado. Anche perché mi ci spingono.
10 commenti
I commenti sono chiusi.

Amico frate, lasciati consolare da un compagno di sventura. Grava come un macigno sulla mia coscienza il noleggio di ¨Shark¨, D-movie sugli squali, in cui in mezzo a una recitazione da teatrino da oratorio spicca la storia di uno squalo preistorico che si incazza perché fanno una dorsale oceanica di cavi elettrici e si vendica mangiando barche intere. Purtroppo non riesco a rendere sufficientemente bene l’orrore che mi ha ispirato il film, non nei confronti degli squali, naturalmente, ma del mondo del cinema…
Pensavo di avere un credito da riscuotere con i miei ‘amici’ da quando mi han trascinata a vedere ‘L’acchiappasogni’, ma dopo il tuo articolo ho scoperto che c’è chi è messo peggio di me…
Certo che sei stato decisamente sfortunato. Io che macino film dalla tenera eta di 5 anni ho evitato alla stragrande tutti i titoli che hai citato. Non mi sono fatto fregare. Io gioco d’anticipo. Non accetto mai un invito da chi non è riuscito ad apprezzare capolavori come ¨The Toxic Avenger¨ e ¨Denchu Kozo no Boken¨ (L’avventura del ragazzo del palo elettrico)
Noooooo!!!! the toxic avenger!!! ne avevo visto qualche minuto, anni fa e sembrava decisamente sborone. Mi sa che vado a cercarlo. Buona visione!
Con la parola avenger mi avete fatto tornare in mente un amico pirla, molto pirla, che riuscì a convincermi ad andare a vedere ¨The avengers¨… con Connery travestito da orsacchiotto. Double thumb down spettinato con disonore massimo.
Confermo, ¨the avengers¨ era proprio un film patacca, nonostante attori come Ralph Fiennes, Sean Connery e Uma Thurman.
Toxic avenger ma anche il teen-movie Class of nuke’em high, il porno-horror Surf nazis must die che a Point break gli fa ‘na pippa, il Russ-Meyer-iano Chopper chicks in zombie town, le due tremende vecchine di Rabid grannies ma soprattutto lo scespiriano Tromeo & Juliet. …andati i tempi in cui non trombavo e mi guardavo tre film al giorno… andati i tempi di tele più 1 e le rassegne sulla Troma, su Mojica Marins e sul cinema hard… Caro Tetsuo – che film quello! – farò incazzare fratearrigo ma un consiglio me lo concedo: ¨Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete¨: prima di mandarmi affanculo leggiti il cast su imdb…
;-( lacrimuccia. Dopo aver letto il tuo commento mi sono commosso. Il solo ricordo della rivisitazione in chiave tromesca di Romeo e Giulietta mi fa accapponare la pelle. Che tempi … quanti film! Ora riesco a malapena a ritagliare qualche ora, ogni tanto, quando tutti dormono. Grazie per la segnalazione. Non mi ricordo di averlo visto. Lo metto immediatamente nella coda di visione (Subito dopo ¨La Montaña sagrada¨)
Un altro film assolutamente da evitare è ¨Fist of the north star¨, trasposizione con attori in carne e ossa di ¨Hokuto no Ken¨, il mitico ¨Ken il guerriero¨. Spero che Ken abbia dato un paio di sberle delle sue a quello sciagurato regista!
Ma no, Uf]. Perché mi dovrei incazzare? Non ho visto il Dracula che cerca sangue di vergine, ma meriterebbe soltanto per il titolo. Il cinema di genere italiano aveva una sua dignità. Quella che ho citato io, invece, è robaccia… Io sono un estimatore di Anthony M. Dawson – al secolo Antonio Margheriti – di cui possiedo Arcobaleno selvaggio, Car crash, I sopravvissuti della città morta e La leggenda del rubino malese. La trasposizione di Ken me la sono persa, ma ne ho un frammento in MPG (in lingua originale). Terribile… Chiudo con un ringraziamento a Betty per la sua solidarietà. Se mi capita di vedere altre improponibili sconcezze, ve le segnalerò (così le evitate anche voi…).