Categoria Racconti

Alessandro Ripane

Giovane canaglia

Tutti i lunedì vado al cinema allo spettacolo delle 18.30, rigorosamente da solo. Un’innocua abitudine o un comportamento compulsivo, non lo so. Trattandosi di me, sospetto la seconda. Il primo indizio è la ripetitività di quello che faccio subito prima:…

Guido Rosa

La pasta

Ci sono tantissime cose di mio padre e mia madre che non ho mai capito, e per la maggior parte di queste ho perso sia la speranza che la curiosità. Tra tutte, però, ce n’è una a cui penso spesso…

Daniela Volpari

Il bambino miliardario

All’ora di pranzo ascoltavamo la radio. A Robbi non piaceva conversare: veniva a casa, l’accendeva e si metteva a tavola. Non ricordo cosa avessi preparato quel giorno, fatto sta che eravamo lì in cucina, e lui, come al solito, guardava…

Ombretta Tavano

Cosa fissa la mucca?

Era il 1999, e da lì a un anno sarebbe cambiato il millennio. Un numerino che ne precede altri tre aveva raccolto mille anni di epoche umane. La mucca fissava davanti a sé, incurante dello scorrere del tempo. Masticava lenta,…

Francesco Caporale

Qualcuno che ti assomiglia

La luce blu della televisione diceva che in Madagascar si trovano i gechi con la coda a foglia, che per vivere e sopravvivere si confondono sui rami. A vederli, hanno dei brutti, inquietanti occhi lattiginosi. La spense, trovando fastidio e…

Giulia Pastorino

Macchia nera

Come se, oltre che calciarlo, ci fosse altro da fare, con un pallone. Non ci riesco con Silvio, si diceva sua madre mentre lui inseguiva il pallone sul piazzale davanti alla chiesa. Giorno della comunione, assieme cresima e comunione, as­sieme…

Luca Fabbri

Invecchiare

Mi hanno detto una volta che diventare vecchi è una cosa che succede poco a poco, un giorno dopo l’altro, ma io so che non è vero. L’ho vista, mia nonna, che faceva da mangiare per venti, trenta persone, parlava…

Andrea De Luca

L’oro di Napoli

Giovanni Chianchiere sedeva col volto sui pugni e i pugni sul bancone. Il barista lo guardava, afflitto. Giovanni con movimenti ondulatori faceva scricchiolare il suo sgabello. Era infastidito dallo sgocciolare incessante del rubinetto accanto ai distillatori, che andava ad aggiungersi…

Marco De Masi

L’uomo che non si sedeva mai

Negli anni della contestazione giovanile c’ero anch’io. Il sabato pomeriggio sventolavo la bandiera rossa in piazza. Andavo in manifestazione perché c’era la Marina. Avrei voluto conoscerla e farci l’amore, ma ero così impedito che non son mai riuscito neppure a…

Alberto Ipsilanti

Il nonno da taschino

Ti accorgi di invecchiare quando nel cassetto ci sono i ricordi invece dei sogni. Nonno Giovanni era un nonno da taschino e quando lo lasciavi solo cadeva nel cassetto e non lo trovavi più. Mamma gli dava la carica ogni…

Francesco Buzzi

Il gioco

Da giorni facevo le prove: mi mettevo distesa sul letto, a mani giunte. Una volta rubai addirittura un ciclamino dalla pianta di mamma sul terrazzo e lo tenni fra le mani tutta la notte. Quella sera mia sorella entrò a…

Marcello Crescenzi

Tancredi

Tancredi, già il nome. Dopo un’ora si era rivenduto la prefazione del suo primo libro, se ci parlavi tutto il giorno potevi fare a meno di leggere l’opera omnia. Però in mezzo, ogni tanto, ci infilava delle cose piccole come:…

Dimitri Fogolin

Minghì e l’organo scassato

Minghì era lo scemo del villaggio, anche se noi avremmo picchiato chiunque avesse osato chiamarlo così. Quando frequentavamo le elementari, entrava all’intervallo nel cortile della scuola con il suo Ciao, tra il terrore delle maestre, per far dare gas ai…

Marina Girardi

Piksi, Neretva e tutto il resto

«Va bene, fine dei sogni. Però adesso ti tocca.» Affacciato sul bordo dell’argine in cemento, Mate guardava l’acqua del fiume quasi ferma, che se ne stava tranquilla a rimbalzare l’ultimo sole, senza volerne sapere niente del loro dolore. O magari…

L’uomo con la maglietta azzurra

Allora, ve lo spiego per l’ultima volta, le cose sono andate così: c’è quest’uomo che cammina per la strada, mi viene incontro. Ha una maglietta azzurra con un disegno rosso sul davanti. Io indosso la stessa maglietta. Identica. Lo guardo…

Intro(i)spezione

Guardavo l’uomo, quell’uomo, l’uomo nel parco, lo conoscevo di vista. Parlavo con un’altra persona e lo guardavo. Lo guardavo mentre gironzolava per il campo da basket da solo. Aveva una mano sul culo e si grattava forte. L’altra mano invece…

L’importante

Come, già finito? Non scherziamo, torna sotto la doccia che sei pieno di schiuma. Sì. Lì sul fianco. Non quello, l’altro. Quale, dici? Quanti fianchi hai? E tu, Gianni, le ciabatte? Niente ciabatte? Ecco perché tua mamma dice che prendi…

Matteo Anselmo

Denti

Il primo dente Julius me lo tolse senza anestesia. Forse, pensò, sarebbero bastati i suoi occhi verdi, con delle strane ombre a forma di foglia, quasi ci crescesse dentro la giungla intera. Puzzava di acquavite.

Giacomo Cardelli

La giostra

La bambina obesa poggia il piede sulla tazza di plastica gialla, la tazza rotante della giostra; scarta i cavalli con la criniera spelacchiata, l’elefante elicottero, lo scuolabus in miniatura e l’apecar del gelataio. Poggia il piede sicura sul bordo della…

Alberto Ipsilanti

Piani

Antonio sarà a casa verso le diciotto, a meno che non decida di fermarsi in rosticceria e dal fiorista; in tal caso rientrerà intorno alle diciotto e trenta, ma questo dipende dalla telefonata che aspetta da Sara. È uscito alle…

Giovanni Scarduelli

Il fiore di Bastiani

Chiamano: «Bastiani, vieni». Bastiani si alza, si passa le mani sul petto come se fosse la prima volta che tocca la stoffa ruvida, e le pieghe, e quel bottone che continua a staccarsi. Ha uno sguardo smarrito che affida agli…

Chiara Dattola

Felini o cretini

La battuta di caccia era iniziata presto quella mattina, troppo per il maresciallo Bellomo che si era presentato sull’argine di Boscobasso con la piega del cuscino ancora sulla faccia. Orario giusto per la caccia a un felino, gli aveva assicurato…