In un libro la cosa più interessante è il prezzo cosiddetto di copertina, che solitamente si trova sul retro, nei pressi del codice a barre. Ciò che l'autore vuole esprimere nel prezzo di copertina è assai più pregnante del contenuto. Un libro non è un libro se non ha un prezzo. C'è il prezzo del successo e il prezzo del volume. Se il volume non avesse un prezzo, potrebbe servire per la gamba corta della scrivania, o per alleviare il dolore delle piaghe da decubito. Invece nel prezzo è riassunto tutto un significato: l'opera vale dieci, venti, cinquanta. Un libro si comincia a leggere dal prezzo. Da quell'arzigogolo arabo scatta l'interesse verso un autore e la sua opera. Non secondaria è l'illustrazione di copertina. Se ben azzeccata, il libro è un buon libro. Io ho buttato via dei libri solo perché il codice a barre presentava problemi alla lettura dell'infrarosso, mentre ho conservato romanzi con incipit orripilante, tipo questo: ”Parigi Nord. Domenica 2 maggio 2004. Ore 12.00. Nel buio, lui le toccò un braccio e disse: «Resta qui». Lei non si mosse, aspettò. C'era un forte odore di acqua salata. Udì il flebile gorgoglio dell'acqua. Poi si accesero le luci, riflettendosi sulla superficie di una grossa vasca lunga circa cinquanta metri e larga venti. Avrebbe potuto essere una piscina al coperto, non fosse stato per i dispositivi elettronici che la circondavano. E per lo strano marchingegno all'estremit? opposta della vasca”. Ah bello, cominciare con una data. Come svegliarsi al mattino, guardare la moglie e sussurrarle: “otto aprile”. Penso che una moglie, al mattino, si aspetti qualcosa di meglio. Come fa lui, nel buio, a toccarle un braccio, a colpo sicuro? Che senso ha toccarle un braccio? Non avrebbe potuto parlare e basta, senza allungare le mani? Lei non si mosse, aspettò. Per forza aspettò: non si mosse. C'è una grossa vasca lunga circa cinquanta metri e larga venti. Trovate area e perimetro, circa. Cos'è, un problema di geometria pressapochistica? Con un incipit così, ha venduto milioni di copie, anche se il seguito non è meno peggio. E' chiaro che tutto il pregio sta nel prezzo, e non ultimo nel codice a barre, con quei pieni e vuoti che scandiscono i numeri di un pianoforte astruso. Quando si va in un negozio di abbigliamento non ti chiedono il nome degli esponenti americani della beat generation, ti chiedono la taglia. Quello è il tuo io, la taglia, come l'io del libro è il suo prezzo. Quando si va dal medico il suo valore è la parcella, e se la diagnosi è sbagliata, poco importa. Una donna ha sempre un prezzo, che talvolta si misura in carati. Il prezzo dell'uomo è sul suo conto corrente. Ricordo ieri l'altro, al mercato settimanale degli schiavi. Prima di comprare ho guardato le gengive, e ho chiesto il prezzo. Cosa mi interessava della sua anima, dei suoi sogni infranti da un pezzo, della vita perduta nonostante il corpo guizzante, cosa mi interessava del suo incipit e della sua storia? I muscoli sono buoni, questo è tutto. Così un libro si guarda da fuori, si paga, si mette accanto agli altri, negli angoli più belli della casa, possibilmente con un po' di buon gusto nell'accostamento delle tinte, e si cerca di non aprirlo mai, per non pregiudicare l'incollatura delle pagine. Un libro non si deve mai leggere, perché rovina la vita. Li avete mai visti, voi, i divoratori di libri? Con la testa fra le nuvole, improduttivi all'eccesso, buttano le loro giornate come se fossero infinite. Ma noi non abbaiamo bisogno di sognatori, abbiamo bisogno di prezzi e di codici a barre, cari miei, e nelle fredde sere d'inverno, davanti al camino, è bello prendere in mano un libro di qualche anno prima e calcolare in percentuale di quanto mediamente è cresciuto il valore, e discuterne con gli amici, sorseggiando un bicchiere di buon vino. E' bello maneggiare una storia che ancor non si sa e non si sapr? mai, e con una buona dose di malevolenza è bello pensarci anche con curiosit? , ma sempre trattenendosi fino a percepire il piacere fisico dell'ignoranza. Cosa ti interessa il contenuto del libro, se vivi una vita e non ne capisci nulla? La vivi giorno per giorno, la sfogli ora per ora, quella sì, leggendo con ingordigia il contenuto. Eppure ben presto ne rimani vittima per il troppo peso. Povero morto vivente. Non capisci la vita, e vuoi metterti a leggere un libro?
La cosa più interessante di un libro
26 Febbraio 2006 – Tags: Tapirelax – Autore: Roberto Stradiotti
Roberto Stradiotti
Per lui scrivere una biografia è il pezzo più difficile, perché tutte le vite hanno in comune una nascita e una morte e non si sa mai cosa valga la pena scrivere in più. Ha compiuto studi classici e li rifarebbe; vorrebbe essere un giovane eroe per morire subito, così non avrebbe biografie da scrivere, ma solamente la gloria della battaglia. Ma non è più giovane ed è disarmato. Scrive per parlare con qualcuno.
http://www.robertostradiotti.it

6 Commenti
pigi Febbraio 26, 2006 - 14:20
Per curiosità, da che libro è tratto quell’incipit?
robirobi Febbraio 27, 2006 - 00:38
M. Crichton, STATO DI PAURA. E pensare che di lui avevo un buon ricordo: Sol Levante, mi pare.
Del Marzo 01, 2006 - 08:57
Sto leggendo un 10 euro tondi tondi…
fratearrigo Marzo 02, 2006 - 08:22
Io sto leggendo un 2 euro (acquisito al solito mercatino dell’usato): John le Carré, ¨La talpa¨. Non male…
Lorenzo Marzo 02, 2006 - 11:20
Leggi addirittura il titolo? Sei superato!
Del Marzo 17, 2006 - 18:04
Ho finito il 10 euro. Era ¨I sumeri¨ di Giovanni Pettinato. Double thumb up. Una tappa obbligata per gli appassionati di storia antica.