Le piace bollente. Le piace pensare che lui sia là ad aspettarla ogni volta che lei lo desidera. E’ più di un’abitudine; un vizio innocente che si guarda bene dal confessare.  Ma in fondo chi non ha vizi al giorno d’oggi?
Sorride ripensando a quell’incontro. Un invito dell’ultimo momento dai soliti amici:  “Abbiamo un biglietto in più per il concerto di stasera, se ti va…”.  Non sapeva nemmeno di che concerto si trattasse, ma aveva davvero bisogno di  staccare la testa, allentare la tensione. L’esame avrebbe aspettato, almeno per qualche ora.
Si infilò una maglietta sopra i jeans e uscì senza alcuna aspettativa, pronta a farsi sorprendere da una magnifica serata di fine giugno e dalla vita che sa insinuarsi negli spazi lasciati vuoti e incustoditi.
Fu così che si incontrarono. Lui non era nemmeno il suo tipo: alto, calvo, per niente bello.  Ma se ne innamorò perdutamente e sentì che non avrebbe potuto più farne a meno.  Colpa di quell’atmosfera complice: il cielo stellato, la musica avvolgente e quella voce profonda, sensuale. Lo portò a casa subito, quella sera: una, dieci, mille volte. Ci consumò la notte.
Il risveglio fu da ubriacatura al contrario. Da quanto tempo non si sentiva così leggera? Forse era stato tutto un sogno.  E invece lui era lì, vicino, accessibile. Il miglior modo di tornare al mondo. Seguirono molte altre mattine a quella prima volta. Il suo piccolo rito.
Anche oggi apre la doccia, fa scorrere l’acqua. Le piace bollente. Il vapore riempie lo spazio vuoto e incustodito del bagno. Lui arriva subito, rispondendo ad un desiderio preciso. Le sue vibrazioni la inebriarono. Si lascia cullare dal doppio abbraccio di acqua e sensazioni.  Asseconda il suo ritmo. Rimane sotto la doccia a lungo, finché lo stereo compatto che tiene sulla mensola caccia fuori la linguaccia di un cd.
Mario Biondi “Yes you”. Live.

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