"Ci sono dei giorni che rotolano come rotola un uomo dentro un barile."
Paolo Nori

Congetturando di sostenibili pesantezze ontologiche, così declamava il foglio, secondo i dettami della modulistica ospedaliera, rappresa negli opportuni fonemi gergali: ambulare ogni qual volta se ne presenti inesorabile necessità; in occasione, quindi, d’intime abluzioni, nonché catartiche evacuazioni, qualunque altra evenienza sia da considerarsi accessoria, e dunque eludibile.
Faticosamente egli decritta l’oscuro trobar de’ seguaci d’Ippocrate, non avvedendosi di quanto essi tacciono quanto alla nefasta, ma tuttavia effettiva, riuscita dell’intervento malamente effettuato sulle già straziate carni affette da (non più) trascurabili carenze pedestri.
Negato gli hanno d’apprendere l’ormai menomata motilità d’uno degli arti inferiori (ci sfugge quale), che né più mai adeguerà l’incedere dell’appendice tuttora idonea alle pedonali incombenze.
Ma ben presto, claudicanti dimestichezze disveleranno ad una mente ottusa le prescrizioni d’una sorte non grata, né chiesta per sé.
Torni alla consorte. La meretrice indugia. Non è da lei. Più d’una fiata garantì lesta colloqui carnali all’insegna di clandestinità più o meno velate. Motivazioni adduca: sappia incuneare l’esacerbata menomazione con appropriato lessico…
In differita visse, ed esaurendo prone considerazioni ad angolo retto verso chi, con fare sconoscente, seppe agevolare il commiato dal lago di sterco che alcuni ardiscono definire «esistenza umana».
Lapini inquieti straziavano carote presso il feretro, irridendo tuttavia le protuberanze ossee ripetutamente rampollate su adusate spoglie.

cecidit pulchre cordatus homo,
quo non alius fuit in toto
fortior orbe

Latrano i vati, seppure malaccorte nenie corrompano quanto del sembiante avanza.

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