Gino torna sempre

– Ciao.
– Ciao.
– Come stai?
– Bene.
– Ciao.
– Ciao.
– E Gino?
– Sì.
– Gino?
– Lavora.
– Gino lavora?
– Non lo so.
– Ciao.
– Ciao.
– Cosa fai?
– Niente.
– Anch’io.
– Tu cosa fai?
– Gioco.
– Che giochi fai?
– I giochi.
– Sì.
– Ciao.
– Ciao.
– E la mamma?
– Sì.
– Dov’è la mamma?
– E’ qui.
– E’ qui?
– No.
– Me la passi?
– Sì.
– Sì?
– No.
– Perché?
– Così.
– Cos’è?
– Non lo so.
– E Gino?
– Non c’è.
– Cosa fai?
– Niente.
– Perché?
– Mangio.
– Anch’io mangio.
– Cosa mangi?
– Il biscotto.
– Anch’io il biscotto.
– Il biscotto buono.
– Vieni qui?
– Sì.
– Vieni qui?
– Sì.
– Perché?
– Vengo?
– No.
– Come stai?
– Bene.
– Ciao.
– Ciao.
– Non vieni?
– Non lo so.
– Ciao.
– Ciao.
– Ciao.
– E la mamma?
– La mamma.
– La mamma?
– La mamma.
– La mamma cosa fa?
– Beve.
– Perché?
– Male.
– Cosa?
– L’acqua.
– L’acqua?
– L’acqua no.
– Cosa beve?
– Piange.
– Non beve acqua?
– No.
– Mangia il biscotto?
– Niente.
– Perché?
– La mamma piange.
– Cos’ha?
– Sangue.
– Sangue?
– Poco poco.
– Perché?
– La faccia.
– E Gino?
– Non lo so.
– Ciao.
– Ciao.
– La mamma?
– No.
– Che fai?
– Cerotto.
– Perché cerotto?
– La mamma.
– Vieni qui?
– Non posso.
– Vieni?
– Non lo so.
– C’è la mamma?
– Sul letto.
– Dorme?
– Piange.
– Perché?
– Stanca.
– Perché?
– Non può.
– Non può?
– Male.
– Dove?
– Tutto.
– E Gino?
– Urlava.
– Quando?
– Prima.
– Perché?
– Vino.
– Cos’è?
– Acqua.
– Acqua?
– Rossa.
– Acqua rossa?
– Sì. E gialla.
– Come stai?
– Bene.
– Perché?
– Non c’è Gino.
– Torna Gino?
– Torna sempre Gino.
– Perché?
– Stanco.
– Tu non bevi vino?
– Biberon.
– Vino?
– Sì.
– Quando?
– Una volta.
– Perché?
– Buono.
– La mamma si sveglia?
– La notte.
– E adesso?
– No.
– E’ stanca?
– Ha il cerotto grande.
– Grande grande?
– Grande grande.
– E il dottore?
– Niente.
– Perché?
– Gino è il dottore.
– Gino?
– Le punture.
– Perché?
– Col coso.
– Le punture?
– Culetto di Gino.
– Di Gino?
– Mio culetto. Di Gino.
– Perché?
– Bello.
– Perché?
– Male.
– Quando?
– Una volta.
– Male?
– Poco poco.
– Perché?
– Carezze col coso.
– Sì.
– Carezzine. Dopo biberon e biscotto.
– Buono?
– Sì.
– Non vieni?
– Dopo.
– Vieni qui?
– La mamma.
– La mamma?
– Non vuole.
– Non vuole?
– No.
– Perché?
– Sola.
– E Gino?
– Paura.
– Perché?
– Io non voglio botte.
– Le botte?
– Le botte no.
– Perché?
– Le botte niente.
– Perché?
– Buona.
– La mamma?
– Cattiva.
– Perché?
– Stanca.
– Sì.
– Cosa fai?
– Gioco.
– Anch’io.
– Ciao.
– Ciao.

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Guido Casamichiela
Guido Casamichiela

Guido Casamichiela è nato nel 1974 all’ospedale civile di Imola. A circa 25 anni gli è venuto in mente che sarebbe stato molto prestigioso svolgere nel futuro la professione di romanziere. Questo non gli ha impedito, nei seguenti quattro o cinque anni, di limitarsi a scrivere lettere agli amici o numeri di telefono. Successivamente si è svegliato un po’, ma senza perdere del tutto un certo torpore sospetto.

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