Mondiale 2006 visto da Lady Bell

Ora che i Mondiali sono terminati e le pizze e il mandolino hanno avuto la meglio sulle crêpes e lo champagne, colgo la palla al balzo per dimostrarvi che, come diceva la mia nonna vecchia e saggia, nella vita non si finisce mai di imparare e il continuo apprendimento è il segreto per mantenersi sempre giovani.

Quindi armata di pazienza e voglia di imparare, dalla visione di alcune partite dei Mondiali ho imparato queste nuove cose:
Che la testa in origine creata per pensare ha però svariate applicazioni, la più importante è la testata o capocciata.
Che se per vedere le partite dei Mondiali compravi una televisione, in caso di vittoria dell’Italia ne guadagnavi un’altra o, se no, qualcos’altro dello stesso importo.
Che Berlino è in Germania insieme alla birra weiss, ai wurstel e ai crauti.
Che esistono due inni italiani: quello semi-sconosciuto di Goffredo Mameli, dovrebbe chiamarsi “Fratelli d’Italia” e quello di Checco Zalone “Siamo una squadra fortissimi fatta di gente fantastici” che, cantato all’unisono in un perfetto italiano corrente, evidenzia i nostri tratti tipici, “furbissimi, drittissimi, bravissimi, superquotatissimi” e se qualcuno ci ostacola lo diciamo alla Cupola (preciso che non è quella del Brunelleschi).
Che esiste il catenaccio, il gioco d’attacco e di difesa, ma il meglio è aver l’arbitro dalla propria parte.
Che, come per il semaforo al giallo, bisogna stare attenti e al rosso ci si ferma.
Che non sempre vincono i migliori ma quelli che al momento hanno più fortuna ed autocontrollo.
Che la storia dell’arte è visibile nella bellezza di alcuni giocatori, ad esempio Cannavaro è l’icona da un punto di vista fisico della perfezione presentando le stesse proporzioni del David di Michelangelo.
Che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che è Figo.
Che i Pirlo non sono poi così pirla, che se vuoi rilassarti non devi coricarti sui Materazzi, che Buffon non è sinonimo di clown, che Kaka non è una parolaccia.
Che l’italiano ritrova la sua identità culturale solo in occasione dei Mondiali sfoggiando la maglietta azzurra con gli aloni sotto le ascelle (divisa terribile, a mio parere) come se fosse la sua carta d’identità, e che la popolazione francese è molto abbronzata.
Che il calcio di rigore va a fortuna, che Totti ha uno sguardo intrigante, ma Zidane è molto carismatico.
Che gli italiani adorano la pasta, la pizza e i caffè ma sapete che cos’è il nostro piatto favorito al momento? Il galletto allo spido servito in salsa azzurra!

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Roberta Campana
Roberta Campana

Dopo essersi laureata in lingue, ha trascorso diversi anni all'estero tra Irlanda e Spagna. Ora vive e lavora a Parma.

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7 commenti

  1. Io non sono un tifoso di calcio. Anzi, questo gioco lo abolirei, se la cosa fosse possibile. Però questi mondiali ce li siamo meritati. Perché li abbiamo giocati contro tutto e tutti. Perché nessuno se lo aspettava, soprattutto quei coglioni del Media World. Han voluto fare gli sboroni, pensando: «Massì, promettiamo. Tanto mica vincono…». E poi sono stati obbligati a regalare 300.000 televisori. Perché abbiamo servito a dovere gentaglia come tedeschi e francesi, che ci guardanoi dall’alto in basso ma non sono migliori di noi. Diciamocelo: sono soddisfazioni…

  2. Mi sa che non hanno fatto gli sboroni quelli di mediaworld. Intanto ci sono quelle che potremmo definire ¨assicurazioni paracadute¨… prime del mondiale l’Italia era probabilmente data qualcosa come 5-1 dai bookmaker londinesi, il ché significa che puntando una cifra equivalente a circa un quinto degli introiti dei televisori prima dei mondiali (come fare uno sconto del 20%). Se giostri meglio la puntata e ci metti qualcosina in più, guadagni qualcosa meno se l’Italia non vince ma non ci smeni praticamente nulla se vince. Ed è solo un esempio, chissà quante altre forme anche assicurative esistono… Vincere i mondiali, diciamocelo, non dimostra nulla nei nostri rapporti di forza con tedeschi e francesi. Ma almeno dà la gioia di una festa impressionante per le strade, una cosa mai vista in cui valeva la pena di tuffarsi una volta nella vita.

  3. Che se poi Mediaworld Germania e Mediaworld Francia e Mediaworld Olanda hanno fatto la stessa promozione, il gioco è fatto.

  4. Quindi se consideriamo l’evoluzione della cosa in Europa con anche un aumento del 3-4% delle vendite su una diecina di paesi, una assicurazione o un giro di scommesse, ecco che Mediaworld ci ha guadagnato di bestia, perché saranno sboroni ma non coglioni…

  5. ‘la repubblica’ di lunedì 10/7/2006, che dedicava circa una trentina di pagine alla vittoria dell’italia, ri-pubblicava la celeberrima foto dell’ottantadue in aereo con pertini bearzot zoff e causio che giocano a scopone di ritorno dalla spagna. più sotto, un trafiletto col commento di calderoli alla vittoria del duemilasei, che cito a memoria: ¨è anche una vittoria politica. la francia è una squadra piena di neri, e c’è pure qualche comunista. in questo modo abbiamo sconfitto pure loro¨ nel millenovecentottantasette prince cantava tell me why, oh, tell me why! sign o’ the times

  6. cara lady bell..che dire? SEMPLICEMENTE FANTASTICO! la pura verità… e per riprendere gli -issimi.. BRAVISSSSSIMA!

  7. Direi che ormai l’inno ufficiale dell’Italia è il terzo inno: il po-po-po sulle note dei White Stripes

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