Un delirio
di obliquità distorta
aggrinzito
urlato
tra parole di sabbia
la rabbia intride
arrochisce alla foce|voce a lungo trattenuta
che esplode.
E la mente
libera
demonizzazioni.

La colpevolezza bifronte
spazia,
microfono d’anima rotta,
strappa i capelli all’infanzia
versa veleni nella sapiente
coppa
dell’umana indifferenza:
copriti il capo
quest’aria blu ti può ferire

indossa lo sguardo più feroce
a mascherare
tutta dolcezza timidezza
che io sento
che io amo.
Sei il buio della notte
tra fonemi spezzati.
Risorto
oltre la falsa ideologia
dell’amore materno a tutti i costi.

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