Tempo primo. Andante con brio
Carmine Minestra, Rappresentante di Campioni (omaggio), parte presto ripromettendosi di tornare prima per poter sbrigare nel pomeriggio delle pratiche arretrate. Va bene prendersi mezza giornata di permesso all’insaputa del capo, ma meglio non esagerare.
A detta di tutti dimostra troppi anni, troppi chili e pochi metri, uno e mezzo, e tredici ventesimi, per l’esattezza. L’opinione pubblica pensa a voce alta, ma parla a voce bassa. Spesso dice cose vere, ma non è sincera.
Carmine Minestra sente davvero la necessità di limitare certi eccessi, ma avrebbe bisogno di un aiuto e spera che oggi sia il giorno della svolta nella sua vita: scopo del viaggio è incontrare la propria sposa promessa. Premessa: sposta l’auto spingendo lauto peso per evitare le proteste dei partecipanti al medesimo cortile, rumoroso diesel acceso presso un silente borgo.
Maledetti cortilanti tarchiati e col cappello. Berciano da mane a sera contro mogli figli e cani che abbaiano chiunque passi, ladri esclusi. Hanno televisori che ti portano lo stadio in salotto, scelgono la domenica mattina per accendere tosaerba, motoseghe, frese, fucine, forgiano, pressano, stampano, ristrutturano casa e giardino, MA, se qualcun altro emette il minimo rumore… Si piazzano di vedetta sul balcone per poterglielo rinfacciare la prima volta che passa.
Carmine Minestra è già sudato chiave in mano: si sente come al primo appuntamento, trentasei anni, primo al mattino, per quell’ansia frettolosa che fa tutto esaudito in anticipo (inaudito): desto prima della sveglia, pronto prima del previsto, arriverà più che puntuale. Non si gode il viaggio, le curve, il paesaggio, conosce poco la strada, stretta e trafficata. È distratto, senza essere rilassato: ripassa di continuo cosa dovrà dire, come presentarsi, fino a che punto spingersi: non è mai stato un asso con l’altro sesso. Qualcuno pensa persino sia gay, in paese. L’opinione della gente sta scritta su tutti i giornali, ma cambia da testata a testata, da testa a testa, pagina dopo pagina. Finché la gente non dimentica la propria opinione.
Intermezzo: lento e lugubre
Il P (bianco su sfondo blu) di interscambio con la M (bianca su sfondo rosso) è circondato da edifici plumbei come il cielo soprastante. Alla finestra di uno di questi grattagrigi è appesa una bandiera arcobaleno sbiadita ed omopacifista, unico tocco di colore insieme alla scritta NERI AL MURO ovviamente rossa. La bocca della metro si spalanca sotto una pensilina che trasuda ruggine e gomme da masticare già masticate. Fra il cemento spiccano i cassonetti della raccolta differenziata: verde vetro e bianco carta. Un piccione ulula aggrappato ad un cornicione. Gli cola saliva del becco ed ha gli occhi iniettati di sangue altrui. Dall’ingresso della metropolitana escono metropolitopi indaffarati come liberi professionisti (ed altrettanto) indifferenti. Sanno che i gabbiani predatori sono alle prese con la raccolta differenziata, ma non hanno ancora capito che i piccioni stanno prendendo il loro posto e presto tornerà in vigore il coprifuoco e la legge naturale.
Difficile dire se l’assenza di persone sia un fatto positivo o negativo.
Carmine Minestra comincia a dubitare che l’appuntamento vada a buon fine: forse non arriverà in tempo, forse non ci sarà la persona che cerca. Potrebbe non fare colpo, essere impacciato, non piacere fisicamente e per questo essere messo da parte. Esiste la possibilità che subentrino fattori economici, necessità di investimenti immediati per lui ora impossibili, oppure determinante potrebbe diventare la sua disponibilità a trasferirsi in un’altra città. È pessimista.
Lasciate Ogni Speranza Voi Che Entrate ha scritto uno spiritoso in cima alla pensilina della metropolitana.
Tempo secondo: presto ed in trasformazione
-Ce l’hai un euro per il biglietto?
Ha le occhiaie ed è emaciata. I capelli sembrano sporchi, le mani stanche. Non c’è corpo sotto ai vestiti logori.
Carmine Minestra si gratta nelle tasche ed allunga una moneta. La zingara gli prende la mano e la trattiene. Le si illuminano gli occhi e gli zigomi acquistano colore. Persino la gonna sembra di un rosso più acceso e per la prima volta Carmine Minestra nota la linea dei fianchi e del seno della ragazza. In città le cose cambiano più in fretta.
-Fammi vedere la mano… Ragazzo sei giovane, ma il malocchio, l’invidia possono nuocerti. La sfortuna esiste, il malocchio, ascoltami, io posso togliertelo. Non ti chiedo nulla, solo perché sei un bel ragazzo, sei giovane, mi spiace. Tu oggi hai un appuntamento, ma qualcosa potrebbe andare storto. Io rimetto tutto a posto, ma ho bisogno di una tua banconota, però. Serve per il rito, poi te la rendo.
Carmine Minestra è confuso, non crede ed ha già in mente chi potrebbe essere stato. Poi oggi deve andare tutto per il verso giusto, incontrerà la donna della sua vita. E se ci fosse bisogno di un aiuto esterno, perché no? Cosa gli costa in fondo? Estrae una banconota da 5 euro, attento alla carta di credito, che rimanga dov’è.
-Meglio quella da venti. Poi te la rendo. Non preoccuparti.
La zingara continua a tenergli la mano, ma adesso gli tiene anche la banconota. Carmine Minestra contabilizza ventuno sommando anche la moneta di prima.
-Sant’Antonio, la sfortuna, con un euro sparirà. Sei giovane, non la meriti. Ma io posso risolvere il problema, posso scongiurare il malocchio. Sant’Antonio, la sfortuna con un euro sparirà. Ripeti con me…
Carmine Minestra non riesce a capire se la donna indossasse la giacca del tailleur sin dall’inizio. Di sicuro nel frattempo ha inforcato un paio di occhiali ed ha raccolto i capelli lucidi dietro la nuca.
-Ma la sfortuna potrebbe colpire in ogni momento. Oggi hai risolto, ma domani? Meglio sottoscrivere un’assicurazione sulla vita, non credi? Non è una semplice pensione integrativa quella che ti propongo. Ti faccio vedere il prospetto informativo, se hai ancora un minuto. Bastano cento euro al mese.
Il canto della sirena lo sta trascinando verso un mutuo trentennale. Deve fuggire e l’arrivo del treno gli offre l’occasione. È già seduto ed ancora la sente gridare.
-Nessuno conosce il suo futuro, tutto può accadere, meglio essere preparati, stai attento…
Nell’immediato, per Carmine Minestra Rappresentante di Campioni (omaggio), il futuro consiste nell’arrivare all’agenzia matrimoniale dove ha preso appuntamento per trovare, dopo consultazione dell’apposito catalogo, come spera, la propria sposa promessa. La gente dice che va a comprarsi una moglie perché non è stato in grado di trovarsene una come tutti. E che, tirchio com’è, sceglierà la meno cara.
Intermezzo: contemporaneo e confuso
Suburbia ti confonde dal terzo gradino della metropolitana in poi. Emersi fra bagliori e rumori, tra la tanta gente, le auto ed i palazzi che si incastrano gli uni con gli altri, il senso di spaesamento è forte, soprattutto per chi arriva da un piccolo paese come Carmine Minestra. Pur avendo in mano la cartina, solo capire da che parte si è girati provoca un certo imbarazzo urtati dalla folla.
Si aggiunga la sensazione di circonfusione fra enormi potenzialità: ogni faccia una conoscenza, ogni porta un ingresso. Tutto accadibile ed accadendo, la metropoli, come internet e come la Biblioteca di Babilonia, contenendo tutte le possibili combinazioni del reale, conosce ogni verità, ma anche ogni menzogna e le offre allo stesso prezzo, trovandole equivalenti.
Persino i grattacieli hanno più vetro e meno cemento rispetto alla periferia e si rispecchiano gli uni sugli altri, moltiplicandosi ed assomigliandosi tutti. Carmine Minestra si rende finalmente conto di conoscere la via ma non il numero civico dell’Agenzia Matrimoniale dove sta andando. La cosa lo angoscia non poco.
Tempo terzo: riottoso.
Subbuglio soqquadro caos confusione in città per la manifestazione dei no global fra via Mercato, via Londra e piazza Martiri della Libertà. La polizia è in assetto antisommossa, casco sfollagente e scudo, qualche negozio abbassa la saracinesca delle vetrine, sembra che siano pericolosi, io gli darei un sacco di bastonate a quelli, dice un poliziotto al collega, comincia a sentirsi la musica.
Carmine Minestra è in difficoltà, ricorda la via, ma non il numero civico e questa confusione non lo aiuta, si sente circondato da facce e da grattacieli che non hanno nulla da dirgli, controlla le scritte sui citofoni, si aggira con fare sospetto, già qualche poliziotto in borghese l’ha adocchiato ed ogni tanto lo controlla segnalando le sue mosse alla trasmittente di ordinanza. Arriva il corteo dei manifestanti guidato da un camion che farà presto da palco: servono casse di amplificazione potenti per dare voce al capopopolo, fuori l’Italia dalla Nato, mentre bastano una cinquantina di giovani non globali, fuori la Nato dall’Italia, perché la risposta corale sia udibile con chiarezza.
Carmine Minestra, arrivato insieme al corteo alla fine della via, non avendo più modo di procrastinare la scelta, confuso da tutto quel rumore e quegli slogan, si rassegna e, sperando che l’agenzia sia in quell’ultimo palazzo, suona il campanello attaccandosi con l’orecchio alla griglia del citofono.
“Sto cercando l’Agenzia Matrimoniale Cuore Aperto, è qui per caso?”
“Come scusi? È qui per l’assessment?”
“Cosa?”
“La selezione, insomma! Si sbrighi che devo azionare la porta blindata, per via del corteo!”
“Sì, sì, la selezione.” Meglio non fare la figura del campagnolo ignorante, pensa Carmine Minestra. E poi magari cercare moglie qui si dice così. Un’occhiata veloce alla manifestazione in corso e poi si chiude la porta alle spalle.
