Tempo primo: serrato, multietnico, questionario.
La sala è gremita, ogni tipo di razza ed etnia, occhi a mandorla e chador, stella di David e poncho peruviano. Donne mature, giovani acerbi, vecchi cotti dal sole, uomini di ogni pasta, insipidi adolescenti, ragazze sode.
Carmine Minestra non sa più da che parte guardare: credeva di dover sfogliare vecchi album di foto ingiallite, è contento di poter scegliere dal vivo, ma teme la presenza della concorrenza agguerrita.
“Ringrazio tutti i presenti per aver deciso di partecipare a quest’assessment. La società che ci ha incaricato di selezionare alcuni di voi, la Parere Spa, è, come saprete, il più importante istituto demoscopico a livello nazionale. Si vuole formare un gruppo di Opinion Leader che siano un campione rappresentativo da interpellare ad ogni occasione. Ma tutto questo verrà spiegato meglio ai prescelti. Questa è una delle dieci selezioni. In totale verranno scelte circa cinquemila persone, tanti vero? ma gli iscritti sono circa il doppio! La giornata si dividerà in alcune prove che vi descriverò…”
Carmine Minestra è sorpreso, ma non troppo: viste le premesse, un po’ si aspettava di aver sbagliato ufficio.
“…ci sarà una pausa pranzo e prevediamo che il tutto sarà finito per le 17:30, colloqui personali compresi…”
Uscire e cercar moglie o restare e trovar lavoro? Da rappresentante di campioni a campione rappresentativo il passo sembra breve. Capire l’opinione della gente, facile: basta dire il contrario di quello che egli stesso pensa, sempre in disaccordo con tutti.
“La prima prova consiste in un sondaggio al contrario: vi presenteremo cinquanta quesiti dei quali già sappiamo, per aver fatto appositi sondaggi, il parere della gente. Voi dovrete segnare, tra le varie risposte, quale credete sia quella scelta dalla maggioranza. Avete un ora di tempo, buon lavoro.”
Quattro fogli di protocollo (scrivete nome e cognome) di domande a scelta multipla: meglio la pasta o il riso, il mare o la montagna, destra o la sinistra (parlamentare), il papà o la mamma, le more o le bionde, il cinema o la televisione ecc. ecc. Carmine Minestra, disorientato, le lascia tutte da parte per rivederle dopo, magari gli viene un’idea.
Ne segna qualcuna a caso, poi con più convinzione, infine si accorge di essersi abituato alle domande e di trovare una soluzione con sempre maggiore facilità.
“Il tempo è scaduto, passo a ritirare i fogli. Vi aspetto tutti nel pomeriggio alle 14.00 per il role play.”
Intermezzo: duetto, salto in avanti
Sono passati un paio di anni e qualcosa è andato storto perché Carmine Minestra è in uno studio di avvocato a consegnare i libri contabili come un qualsiasi imprenditore che abbia fatto fallimento. In uno dei suoi sondaggi, ricorda, proprio la categoria degli avvocati era risultata suscitare meno le simpatie della gente. E quello che gli sta di fronte rappresenta a pieno le caratteristiche peculiari della professione: testa piccola, naso fine, mento stretto.
Ad ogni domanda preliminare dell’avvocato, Carmine Minestra scarta tutti i fogli che ha fra le mani alla ricerca di quello richiesto, ogni volta da principio, nel più totale disordine.
L’avvocato non guarda nemmeno dove mette le mani, eppure trova sempre la carta che gli serve. Nè osserva l’interlocutore negli occhi mentre parla, ma percorre le pareti della stanza come se alle spalle del cliente stesse sempre accadendo qualcosa di più interessante.
Tempo secondo: duetto, presente + flash back
“Prima di consegnarle il documento E105 bis, che non trovo, non potrei spiegarle come sono andate le cose?”
“Non vedo perché dovrebbe interessarmi. Lei è qui solo per la notifica di fallimento.”
“Ma forse lei potrebbe aiutarmi, se conoscesse tutta la storia.”
“Non vedo come. Ma se proprio ci tiene. Per quello che so, l’Associazione Albergatori ha chiesto un enorme risarcimento in seguito ad un suo errore nelle previsioni del tempo.”
“E qui sbaglia. Io non faccio previsioni, esprimo opinioni. Il mio parere rappresenta…”
“…rappresentava…”
“…rappresentava quello dei maschi lavoratori fra i 25 e i 35 anni.”
“Tutto da solo?”
“È una storia lunga. Inizialmente, se ricorda, c’erano le indagini di mercato: meglio la lavatrice con caricamento verticale o orizzontale, dentifricio o collutorio, moquette, cotto o parquet? Cose così. Quindi fu l’epoca degli exit pool: dopo dieci minuti sapevi già il risultato delle elezioni. Aumentando la precisione nei calcoli e nella scelta del campione, il risultato degli exit pool finì col coincidere perfettamente con quello delle elezioni che divennero inutili: ci si limitò all’indagine demoscopia e scomparirono urne e matite copiative.”
“Queste sono tutte cose che conosco. Non potrebbe essere più conciso. Non ho tutta la mattina per il suo caso.”
“Era solo una premessa, ma è importante. Dicevo: abolite le elezioni rimasero solo gli exit pool. Subito però gli istituti si stancarono di cercare tutte le volte persone diverse per il campione: chi era stato rappresentativo cinque anni prima, poteva esserlo anche per le elezioni incombenti. La Parere Spa decise di fare un’assessment (ora so cosa vuol dire) attraverso il quale creare una task force pronta per ogni votazione. Io fui scelto in tale assessment, insieme ad altre quattromilasettecentoventisei persone. Dopo un periodo di formazione ed un risultato strepitoso alle prime politiche, fu subito chiaro alla dirigenza che bisognava trovarci qualcosa da fare tra un’elezione e l’altra, potevano passare degli anni. Fu chiesta la nostra opinione per il lancio di nuove automobili, il gradimento dei film e le preferenze sessuali. Il campo di competenza continuava ad allargarsi ma non bastava: fu la volta di decidere innocenza e colpevolezza degli imputati celebri. Nei processi che interessavano l’opinione pubblica, il nostro orientamento si sostituì alla legge. La cosa non mi andava, infatti smisi appena possibile di fare certe cose.”
“Questo le fa onore, ma non riesco a capire cosa c’entri. Mi fa cenno la segretaria che c’è gente in sala d’attesa. Manca molto?”
“Ascolti, capirà tante cose! Lavorammo tutti insieme due anni. Eravamo più di quattromilacinquecento, come ho detto, io ne conoscevo forse un centinaio. Comunque, dopo migliaia di sondaggi, risultò evidente come io ed altri sedici colleghi esprimevamo sempre il parere che si sarebbe rivelato vincente. Eravamo il campione del campione, diciassette persone capaci di stabilire le preferenze di tutta la nazione. Ci separammo dal resto del gruppo creando una nostra società: la Champions League Srl. Chiedevamo compensi ridicoli confronto agli altri, si figuri la differenza nelle spese, e sbaragliammo ben presto la concorrenza. Non volevamo però impantanarci in cose troppo serie: niente politica, niente giurisprudenza. L’industria per l’influenza sul clima era in notevole espansione: contattammo l’Ing. Dulbecco, titolare della B.d.P. Spa, conosciuto in occasione di una convention, fondamentale anche per la mia vita privata, devo assolutamente parlargliene, dopo. Quelli della Bastone della Pioggia Spa sostenevano di avere la tecnologia per modificare localmente il clima. Iniziò una cooperazione assidua: noi stabilivamo cosa volesse la gente in fatto di bello e cattivo tempo e loro provvedevano a realizzarlo.”
“Chi vi pagava per questo?”
“Di volta in volta chi traeva vantaggi dalle nostre decisioni: gestori di spiagge in caso di bel tempo, cinema o musei in caso di pioggia, ad esempio. Inizialmente andò tutto bene, forse la BdP ebbe fortuna, tutti volevano bel tempo ed effettivamente splendeva il sole. Un giorno, noi della Champions League Srl decidemmo che la gente volesse pioggia, lo comunicammo alla BdP perché provvedesse, alla Società Trasporti, perché si preparasse ad affrontare una situazione di crisi sulle autostrade, agli albergatori e a tutti gli interessati perché si adeguassero. Venne il weekend, ma fu ancora sole.”
“Il resto lo conosco e non vedo come dare torto a chi a chiesto la vostra testa! Dovreste tutti pagare per la truffa messa in piedi a scapito della comunità. Non posso né voglio far nulla per aiutarla.”
“Nemmeno ascoltare come andò la convention in cui conobbi mia moglie?”
“Men che meno! Lei sta perdendo il mio tempo! Firmi qui e mi lasci lavorare.”
“Posso dirle che i maschi lavoratori fra i 25 e i 55 anni pensano che lei sia uno stronzo?”
“Lei ha appena presentato istanza di fallimento. Questo da oggi è solo il suo parere.”
Intermezzo: bilanciato.
Di nuovo sulla strada per Suburbia, ma stavolta in direzione inversa, allontanandosi dalla città e dallo studio dell’avvocato che sta ormai fingendo di ascoltare un nuovo cliente. Carmine Minestra rimugina il passato recente: il fallimento della ditta da lui fondata insieme ad altri sedici colleghi e la rocambolesca cena in cui, mentre ancora lavorava alla Parere Spa aveva conosciuto sua moglie.
Tempo terzo: pomposo epico d’altri tempi
Per propiziare le nozze tra la casata della Parere Spa Istituto Demoscopico col marchesato Bastone della Pioggia Società di Trasformazioni Climatiche, si incontrarono in convention i principi delegati e gli amministratori regnanti delle due famiglie con tutta la corte di dirigenti, quadri, mogli e dipendenti al seguito. Con grande sfarzo e pompa magna si presentarono i blasoni e le due corti inchinarono reciproche il capo ai direttori ed alle consorti.
Si parlò di affari, rendite e cespiti, si gonfiarono gorgiere e bilanci, si palesarono utili e ricchezze per rendere a tutti il matrimonio più gradito. Lontana la Parere Spa da Suburbia, capitale del regno, ospiti del marchese Dulbecco nel suo castello in Valle Bruna, una grande cena con giochi e spettacoli fu organizzata.
Buia ed innevata la foresta d’intorno al castello, illuminati da torce i saloni, spesse le mura, trasparenti le vesti delle dame, Carmine Minestra ancora una volta spalanca gli occhi di fronte alle possibilità offerte da una tale occasione: ma non trattavasi stavolta di muliebri intenti, ultimamente dimenticati, quanto di potenzialità di carriera. Ben figurare in qualche torneo gli avrebbe certamente permesso di passare da Opinion Junior a Opinion Leader, con conseguente aumento di stipendio.
Per primeggiare era indispensabile trovare la giusta carica: prima dell’inizio del banchetto era già brillo, con l’annuncio del certame era completamente sbronzo.
In quanto padrone di casa, fu l’Ing. Dulbecco ad aprire le danze prendendo la parola.
“In Agosto tutti si lamentavano del gran caldo insopportabile ed in capo a due mesi siamo riusciti a far tornare le temperature accettabili. Ora la nazione è stretta nella morsa del freddo ed io vi dico che entro la fine di Marzo la Bastone della Pioggia Spa riuscirà a risolvere anche questa situazione.” Applauso. “Ma stasera volevamo mostrare le potenzialità della nostra tecnologia con qualche piccola dimostrazione ad effetto immediato.”
Abbassando gradatamente la luce nella sala, si simulò il tramonto fino al buio totale della notte. Con procedimento inverso, si ebbe una splendida alba mattutina ed il sole di mezzogiorno. Un dipendente gridò pioggia ed alzando una sigaretta accesa verso l’impianto antincendio l’ottenne. Qualche signora si spaventò e dimostrò riprovazione per essere stata bagnata, ma immediatamente fu vento di scirocco dai condizionatori, e la calma asciutta tornò a regnare. Partì un applauso spontaneo e di stupore. Il Giuoco del Clima era finito.
Fu la volta dell’Avv. Brusco a concentrare l’attenzione.
“Siamo onorati, parlo a nome di tutta la Parere Spa, di essere vostri ospiti e siamo impressionati dalla vostra tecnologia. Vorremmo ricambiare dimostrando le nostre capacità. Il nostro lavoro consiste nel capire le preferenze della maggioranza delle persone, l’orientamento politico ed i gusti in fatto di moda e costume, per cui non credo ci sia dimostrazione più adeguata del Gioco del Parere: qualcuno dei nostri collaboratori, da perfetto Campione Rappresentativo, esprimerà un’opinione che tutti in sala condividono. C’è qualcuno che se la sente di cominciare?”
Carmine Minestra, sopraffatto dall’alcol, ha un’idea, ma viene anticipato.
“Tutti pensano che una cena gratis è sempre gradita.” Dice il Campione Rappresentativo Bertelli. Applausi e teste che annuiscono.
“Avendo bevuto, si dovrà stare attenti a guidare.” È la volta del C.R. Tommasi.
Si impone finalmente il CR Minestra.
“La giovane moglie e bella dell’avvocato Brusco non può essere innamorata di un vecchio simile. Gli starà insieme per via dei soldi.”
E fu così che il Campione Rappresentativo Carmine Minestra venne cacciato dalla corte dell’Avv. Brusco, funestamente irato.
Ma proprio il principe Dulbecco, impressionato dalla capacità di Carmine Minestra di interpretare i suoi pensieri, gli offrì protezione a patto che questo fondasse una nuova dinastia, la Champions League Srl, appunto, per non trovarselo a girare per casa.
FINALE
Carmine Minestra, ancora in viaggio, guidando assai distrattamente, pensa a quello che è accaduto dopo il suo exploit: l’emozione per la vittoria nel gioco del Parere l’ha fatto svenire. Risvegliatosi nelle cucine a causa dell’odore di aglio, a lui insopportabile, si è trovato tra le braccia della cameriera rumena che lo stava trascinando. Sposato e licenziato in un sol colpo, fondata e fallita la Champions League Srl in un tempo relativamente breve, è tornato ad essere rappresentante di campioni omaggio nella ditta dove lavorava prima, ma stavolta con una moglie a carico.
In paese in realtà pochi si sono accorti dei due anni di assenza, ma tutti sono convinti che quella ragazza straniera, un po’ troppo carina, lui l’abbia comprata in agenzia matrimoniale quel giorno di Marzo e che poi abbia dovuto aspettare che gliela importassero.
Sempre insieme, lei bassa e magra, lui basso e grasso, uno di fianco all’altra, sono dai più chiamati IO, non come pronome personale, ma come raglio d’asino.
Come dice sempre Carmine Minestra, l’opinione pubblica è un occhio chiuso su uno spettacolo pirotecnico ed è l’orecchio che si lamenta di tutto quel fracasso inutile.
