La faccia sbagliata

-Se quello che vuoi è quello che dici di volere, perché una volta ottenuto ti tiri indietro?
-Può darsi che non sia molto brava con le valutazioni.
-Ora cos’è che vuoi?
-Scrivere, credo.
-E perché?
-Perché voglio scrivere.
-Ah.
-Sono brava.
-Lo dici tu.
-Lo dici anche tu.
-Noi diciamo anche che mangiare ogni sera da Mc Donald’s sia salutare.
-Ma sappiamo di mentire.
-E se mentissimo anche sulla tua bravura?
-Tu lo fai?
-No.
-Nemmeno io.
-…
-…
-E di cosa vorresti scrivere?
-Di tutto. Qualsiasi cosa.
-Non mi convinci.
-No?
-No.
-E perché no?
-Non hai la faccia giusta.
-La faccia giusta?
-Non hai la faccia da scrittrice.
-E come sarebbe una faccia-da-scrittrice?
-Non lo so.
-Appunto.
-…
-…
-Non hai la vita giusta, allora. Da scrittrice, intendo.
-Sono troppo magra?
-Non dire cazzate.
-Vuoi dire che sono grassa?
-No!
-Se vuoi mi tolgo i pantaloni così controlli se ho il ginocchio-da-scrittrice.
-Volevo solo dire che la tua vita… la tua esistenza… non sembra molto… artistica, ecco.
-Hai ragione, forse dovrei girare sui trampoli cercando di non far cadere un grosso
turbante decorato con frutta esotica di plastica.
-Con te non si può parlare.
-No, ti prego, parla ancora: hai così tanto da dire…
-Ok. Secondo me (e sottolineo: secondo-me) sei troppo seria (e questo è tutt’altro che un
difetto) troppo fedele (grandissimo pregio) e troppo razionale (altra qualità) per fare la
scrittrice. Al massimo potresti scrivere di cronaca, di sport, di abbinamenti cromatici tra
indumenti firmati.
-Quando hai finito la tua passeggiata sui tizzoni ardenti fammi un cenno con la testa.
-Dicendo tizzoni, non è sottinteso che siano ardenti? Come dire ghiaccio freddo.
-Non cambiare discorso!
-Scusa.

Forse ho la faccia sbagliata. Un po’ carina, un po’ tonda. Forse conduco la vita sbagliata, un po’ troppo misurata.
Ma il concetto di giusto e di sbagliato non deve necessariamente trovare una dimensione che sia condivisa da tutti. Perlomeno, non oggi: ci sono cose che si possono rimandare.

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Tiziano De Martino
Tiziano De Martino

Mi chiamo Tiziano De Martino, vivo a Roma. Lavoro nelle Sale Operatorie di un Ospedale vicino al centro della città.
Non ho una macchina veloce, non ho un cane, non ho una stanza tutta mia. Una volta avevo un sogno nel cassetto. Ora non ho né un sogno, né un cassetto in cui riporlo. In quel cassetto adesso tengo un diploma di Tecnico dell’Animazione e uno di Tecniche Cinematografiche e Televisive che non mi sono servite a molto, e una Laurea con lode in Scienze Radiologiche e Radioterapiche che mi permette di vivere. Non sono uno scrittore. Non ho mai vinto un concorsao letterario. Alle Superiori nei Temi non riuscivo quasi mai a prendere una sufficienza.
Mi piace il Mare, il Natale ed il Cappuccino.
Scrivere mi rende felice.

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