Andrea Calabrese
Lecce - Italia
Mi sono laureato con lode in lettere moderne all'Università di Lecce con una tesi in Storia della critica e della storiografia letteraria e ho insegnato a Milano nella scuola secondaria per otto anni; da due anni sono tornato a vivere e a lavorare in provincia di Lecce.
Ho partecipato a numerosi premi letterari, non riuscendo (ahimè!) a vincerne nessuno, sempre finalista e un solo secondo posto nella Prima edizione del premio “Poesie dal mare”. Ho molti interessi: l'arte, la natura, la letteratura. Il mio carattere può (forse) riassumersi in questi miei versi: “Ho letto le poesie più folgoranti/seduto sul divano./C'è ben poco da prendere/in questo mondo,/preferisco cogliere granelli/dal passato.” Ma ora basta, non mi piace parlare troppo di me stesso.
Poesie
Deserto e occhi
L’asfalto non riflette l’attesa che rallenta, non rispecchia il tempo imminente, le parole vane, gli ossimori permanenti. Cadono nel vuoto i rimpianti e i pentimenti e il mio...
Occhi fragili
Il silenzio delle tue labbra rammenta la ritrosia delle tue ave arabe, millenni di silenzi e di segreti amori mai confessati e mai dichiarati. Gli occhi nascosti dietro...
Stimmate
L’impronta delle tue dita sono stimmate crudeli nella neve farinosa intanto l’estate è lontana quanto la distanza tra le mie ubbie irragionevoli e le tue certezze irrevocabili. Non...
Foglie
Gli alberi hanno dita rinsecchite che infilzano sogni. Il vento incurante spazza via gli ultimi rimasti.
Il quotidiano
Affondo nelle parole quotidiane e riemergo netto da vaneggiamenti e capriole nell’inutile. Sillabe restano attaccate alla mia pelle come triboli al pelo di un gatto. Inutile ricomporre le...
Il caso
Pervicace nel voler quadrare il cerchio, nel conoscere alfa ed omega delle questioni, zenit e nadir delle direzioni astrali, come se tutto potesse essere conoscibile, catalogabile e integrato...
Polvere
Una patina d’abbandono si deposita sulle stagioni morte, delimita netto un prima e un dopo, irreversibile flusso che stanca gli affetti come occhi socchiusi alla luce meridiana. Scavi...
Il pescatore
Le tue mani sono ruvida terra rossa spaccata al sole. Intrecci di retorica bizantina e stormire di gabbiani però si svelano a chi guarda i voli indaffarati delle...
Senza traccia
I ricordi si sedimentano e poi si fondono uno con l’altro come manifesti mortuari, nessuno si cura di loro specie se l’inchiostro è sbiadito. Archeologi della memoria pazientemente...
Finis terrae
Infiniti pomeriggi si inanellano uno dietro l’altro come innumerevoli zeri, infilati dalle crune ed esposti al sole come reperti del niente. All’insicuro navigatore non licet tornare indietro o...
