Le tue mani
sono ruvida terra rossa
spaccata al sole.
Intrecci
di retorica bizantina
e stormire di gabbiani
però si svelano a chi guarda
i voli indaffarati
delle tue dita
e millenni di sole e di mare
non basteranno a spiegare
il logos del gesto
ripetuto all’infinito.
Non sentirsi nella rete
è già come esserci
(senza saperlo)
e chi crede di essere scampato
è prigioniero destinato
a ben altro supplizio.
