Infiniti pomeriggi
si inanellano
uno dietro l’altro
come innumerevoli zeri,
infilati dalle crune
ed esposti al sole
come reperti del niente.

All’insicuro navigatore
non licet
tornare indietro
o cercare altrove:
il naufragio volontario
in questa desolata landa
fu errore irreparabile
e il ritorno al reale
impossibile.

I viveri scarseggiano
e il calendario si assottiglia.

← Reading on a train
Avanguardia pop →