Affondo nelle parole quotidiane
e riemergo netto da vaneggiamenti
e capriole nell’inutile.
Sillabe
restano attaccate
alla mia pelle
come triboli
al pelo di un gatto.
Inutile ricomporre
le parole possibili
e perdere la declinazione
del reale
nell’astratta ricerca
di un intimo placet.

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