Forme, forze.
Torri di ragione
da cui precipita la mente
in una turbolenza cementifera
fluido che pian piano si rapprende.
Tensione, slancio,
forza di gravità che frena
che afferra i piedi pronti alla fuga
li raggomitola in un reticolo di strade
città sincronizzata.
Azione del vento,
forza orizzontale
che non vuole scalare gerarchie
solo muoversi in estatico
moto turbolento.
Espansione termica
di corpi che si intrecciano
amore spesso asimmetrico
che però si dilata a farfalla.
Ferri infissi nel mio cuore teso
che resiste a ogni freccia
armato di una pazienza primordiale
cerca ancora un appoggio
un’ anima gemella
o un avatar cibernetico.
Taglio che si insinua
fra le fratture meccaniche
cicliche
di passioni contrapposte
di abbracci plastici
tra anime affamate di vita.
Vita utile, cent’anni almeno
lastricata di desiderio
squassata dai terremoti
proiettata all’infinito.
