Ormai è sera
fremo coi tendini verdi dell’erba
il buio spegne gli ultimi lampioni
aerei di pioppi e di tigli
e le ciglia della luna aprono gli occhi
alla notte
Vedo furtiva una saetta
di ratto che guadagna qualche metro
di soppiatto radente il muro bugnato
chi sa se sarà più fortunato
di quello cosmopolita a ridosso delle trincee
in quell’alba druida di guerra mondiale
Il suo nemico in fondo in questa notte di pace
è forse un grosso gatto – quello invece
rapido se la doveva cavare su un campo madido
straziato
svelto zampettando su congestione di mani
per traversare la follia dei massacri umani

da : L’attimo e l’ora ma cosa il tempo?

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