Anche quest'anno andiamo al mare, se Dio vuole. Negli ultimi tempi le cose sono un po' cambiate. Quando ero giovane si facevano le partenze intelligenti. Le chiamavano intelligenti, però ci si trovava fermi in autostrada e dopo un po' si era lì a raccontarci l'un l'altro la nostra vita e qui e là sorgevano dei bivacchi e poteva capitare che uno passasse in autostrada l'intero periodo di vacanza. Vedevi tende piantate nell'asfalto, canotti sulla corsia di emergenza, ombrelloni a cavallo del guard rail, bambini giocare a nascondino sotto le auto, incontri clandestini agli svincoli dei caselli. Era il tempo delle partenze intelligenti che diventavano vacanze, e le vacanze che ciascuno aveva sognato erano un ritorno a casa. La vacanza in autostrada era un motivo di vanto. Dove sei stato di bello quest'estate? Sulla Milano-Venezia, rispondeva quello, e allora si capiva che aveva le tasche piene di soldi. Poi i tempi cambiano, cambiano i governi, le tendenze, e anche un po' le teste delle persone. E così un anno uscì una nuova legge, che rivoluzionava le tradizionali e radicate “via” (vacanze intelligenti autostradali). Io ho il nome che inizia per S, quindi partirò il 5 agosto. Ora si fanno le vacanze alfabetiche, ad ogni lettera corrisponde una partenza, e chi fa il furbo viene sbattuto dentro. Se il giorno delle S viene beccato uno che inizia per P sono grossi guai davvero, e si cercano scuse impossibili, tipo che il villino affittato è di un amico della collega di lavoro della figlia il cui nome inizia effettivamente per S. Ma la lettera, lo sanno tutti, riguarda l'iniziale del capofamiglia in transito, come declina la legge. Non ci sono storie. E anche nelle spiagge le cose sono un po' cambiate. Si entra da un grande cancello, dalle sette alle sette e mezza, dopodichè rimani chiuso fuori. Per entrare paghi il biglietto, come al cinema, galleria e platea, perché le file di ombrelloni sono su due piani, e la galleria costa molto di più perché quando sopra si mangia, o i bambini con le vergogne al vento fanno pipì, o si gioca con la sabbia, va tutto a finire giù in platea, dove di sole oltretutto ce n'è davvero pochino. Tuttavia tutti cercano di prendere i posti in platea, perché di soldi ne girano pochi. “L'importante per i bambini è l'aria di mare” commentano gli adulti stringendosi nelle spalle. La spiaggia non è come quelle di una volta, spesso dagli ombrelloni al mare passa un chilometro o più, e non è rado trovare famiglie disperse nelle pinete o nei vecchi quartieri di periferia. L'anno scorso una famiglia è stata ritrovata a ventidue chilometri dal mare, tutti scottati e disidratati, in evidente stato confusionale. Raggiungere il bagnasciuga non è un'impresa facile: ricordate quando i camionisti si lamentavano per le strade impervie e dissestate? Ecco, dal nord al sud, a venti metri dal mare, sono state create le superstrade dedicate ai tir, per permettere ai camionisti di godersi il panorama durante la guida. Ci sono aree di sosta attrezzate anche per loro, e uno volendo si può fermare a fare un bagno o andare al chiosco a prendersi una granita. Non è raro vedere graziose ragazze in costume avvicinate da questi uomini forzuti, che scrivono su un tovagliolino di carta il loro numero di cellulare. “Se vuoi chiamarmi con il CB, il mio nome è SCHIANTO”. Come se tutti avessero il CB sotto l'ombrellone. Però i televisori ci sono, quelli sì, al plasma in galleria, in platea con il vecchio tubo catodico. I primi trasmettono solo trasmissioni filogovernative, i secondi si limitano a programmi filtrati dalle coalizioni di maggioranza. L'affitto della televisione è compreso nel prezzo di biglietto. Dicevamo del mare, e di come ci si arriva. In realtà dagli ombrelloni si vedono in lontananza transitare i tir, e si levano nell'aria frequenti colpi di clacson, insieme alle urla roche di gabbiani. Stanno cominciando a costruire dei sottopassaggi, ma al momento per raggiungere il bagnasciuga si deve attraversare sulla striscia di asfalto, ed è pericoloso perché di là si vede il mare fresco, e talvolta se ne ode il rumore, arriva l'odore, tutti i sensi sono in tensione, e tutti si rimane a bocca aperta e ci si distrae e i camion in arrivo tirano lunghi colpi, simili a fischi di treni. Una volta che si è attraversato non si può sostare nella fascia di venti metri, vigilata da reparti speciali antisommossa armati di sfollagente. Fra la strada e il mare, come avrete capito, abbiamo la zona dei vip, cioè i protetti da valuta ingente. I protetti pagano in aggiunta una polizia privata, che vieta il transito di negri, storpi, omosessuali, strabici, adulti inferiori a uno e sessantacinque, e che prende a manganellate chiunque faccia schiamazzo. Per intenderci, non si può ridere a crepapelle, o a squarciagola, ma si può solo sorridere, possibilmente con la bocca chiusa. Non si può gridare: “Ehi, Oreste, vieni qui che l'acqua è calda”, ma bisogna prodursi in una sequenza mimica che permetta la comprensione al destinatario del messaggio. Così voi in quella fascia vedrete gente che si sbraccia e si gratta e fa delle strane danze, tirando talvolta la bocca in un sorriso che produce due sole rumorose lettere: “m” e “h”. I protetti hanno un braccialetto giallo fluorescente, ed è necessario salutarli e è caldamente raccomandato di non sottrarsi alle loro richieste di aiuto. Se per esempio un protetto, anche un bambino, indica a un nuotatore distante duecento metri dalla riva di venirgli in aiuto, quegli, che deve essere sempre vigile, deve tornare a riva in un tempo accettabile. Il bambino gli chiederà per esempio: “Mi fai una formina di sabbia?” e l'individuo scelto gli farà questo piacere. Un suo eventuale rifiuto potrebbe avere spiacevoli conseguenze. Qualcuno dei vacanzieri viene utilizzato anche per l'intero giorno, per seguire i bambini, o andare a prendere la roba al bar. Se qualcuno tenta di passare per vip senza averne il diritto è obbligato a fare una settimana di servizio presso un vip a sorteggio, a proprie spese. Eh sì, sono cambiati i tempi. D'altra parte l'aria di mare fa bene, il mare anche. E io quando ci sono dentro, da una parte la strada camionabile e i protetti, dall'altra, alle mie spalle, gli yacht che mi sfiorano la schiena con le loro eliche potenti, vado in immersione, ci sto anche un minuto, in apnea, ed è un bel minuto, vedo solo l'acqua verde e piccoli branchi di pesci, e sul fondo qualche granchio si rifugia sotto la sabbia e i raggi del sole si muovono come tante piccole gambe marine e per quanto mi riguarda potrebbe anche essere un milione di anni fa, o il terzo giorno della creazione e anch'io pesce, e poi l'acqua, e poi più nulla.

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