Vendetta, tremenda vendetta

Sto compresso su un autobus gremito di gente. Il 33.
Pare che ognuno di noi abbia una zona personale. Un ipotetico cerchio di mezzo metro di diametro puntato sulla testa. All’interno di quel raggio, è accettabile, per l’uomo, la sola presenza di amici e famigliari.
Gli estranei non sono graditi.

Tabagismo e Consumismo sono avversari ciclopici. Un singolo individuo non può sperare di ottenere nulla di buono nello scontro frontale con due colossi di tale entità. L’unica strada possibile è la rappresaglia, il terrorismo, la guerriglia a macchia di leopardo. O meglio, questa è la mia scelta.

Compro un po’ di tabacco dolce, delle cartine lunghe e una decina di filtri. Poi mi sbatto a trovare una busta di plastica trasparente abbastanza piccola e resistente. Apro il freezer e decido di utilizzare un sacchetto per alimenti. Lo ritaglio in alto rendendolo più quadrato. Compro del cartoncino patinato di colore grigio. Mi metto davanti al computer e inizio a provare vari font. Trovo subito quello giusto: semplice, leggibile e razionale. Inizio a scrivere e ho qualche problema a trovare la “å” sulla tastiera. Ricorro agli aiuti veloci e risolvo i problemi di lingua. Stampo e piego il cartoncino grigio. Chiudo il pacchetto con la pinzatrice e lo inserisco nella tasca interna della giacca. Prendo la macchina e mi dirigo verso ponente. Arrivo in periferia e dopo un’enorme pressa industriale, svolto a destra. Destra, sinistra, destra. Posteggio la macchina ed entro all’Ikea gremita di gente. Vado al reparto relax e giardinaggio e inserisco su uno scaffale semivuoto il mio nuovo prodotto. Il packaging casalingo fresco di stampa recita: “Sigå”. Le istruzioni all’interno sono superflue, ma chiare.

Vado al bar e ordino il menù svedese con il maggior numero di polpette possibili. Mangio di gusto, perché sono soddisfatto. Assaggio anche la marmellata di mirtilli.
Non importa se mi faranno causa i legali dell’Ikea Italia, le associazioni anti-tabagismo e i genitori del bambino che si fumerà la mia “Sigå”. Io avrò preso due piccioni con una fava e creato un cortocircuito fra due circoli viziosi separati. Tabagismo compulsivo e Shopping palliativo non saranno più un problema per me. Passando dalle casse, penso che il mio primo assalto è stato un successo.
Esco dalla porta girevole e, con uno splendido tavolino sotto braccio, mi accendo la mia ultima sigaretta.

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Edoardo Cavazzuti
Edoardo Cavazzuti

Odia cordialmente il termine “Creatività”. Se chiedete a lui, vi dirà che è un costruttore. Ama le storie, il brand design e i LEGO, ma si occupa anche di marketing, web, social media, formazione e, più spesso di quanto dovrebbe, di contenuti. Dice che il Grunge non è mai esistito. Dovesse cambiare lavoro, farebbe l’insegnante; avesse più costanza sarebbe uno scrittore.

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