da demhooneysm (Ossidi se piove, ValentinaPoesia, 2007)
d’essere una cavia questo lo so
cavia di lusso sia ben inteso
forte di foto sulle riviste
a mitraglia senza trascurare
il lauto conto in banca di quando
sarò disceso tra gli individui
destinati all’esodo di massa
mi sembra che albuminoso possa
rappresentare senza residui
la consistenza dell’atmosfera
l’esistenza di un cielo nel cielo
mi travia non distinguo dei cerchi
nei cerchi non un punto che tutto
contiene eppure più lo contemplo
più il cuore si squaglia come cera
la lingua tranciata alla radice
non dice niente di nuovo finché
si rimane nel metaforico
guscio d’oblio nessuno però che
consideri l’uovo chissà perché
nessuno che mi sappia spiegare
l’ingrediente speciale quello che
fa riempire il ristorante ogni
sera di gente sempre diversa
invece di lasciarmi da solo
con la grammatica degli atomi
che da un attimo all’altro potrebbe
perire per riconfigurarsi
senza distinzione come henry
houdini o come la sua prigione.
