da demhooneysm (Ossidi se piove, ValentinaPoesia, 2007)
passeggiare senza la gravità
tra i piedi fa sentire uno spettro
proprio come il giorno in cui ti chiedi
come sia possibile starsene
lì seduto orbitandole appresso
con lo sguardo ma tanto prima o poi
verrà il mio giorno di gloria e potrò
levarmi di torno la maschera
dell’uomo invisibile ma adesso
il mio passo ha un peso nella storia
che conta pertanto bando ai brani
estratti a caso dal repertorio
delle canzonette sull’amore
nel juke box mentale nel frattempo
qui l’aria comincia a scarseggiare
ma finché resisto resto fuori
aggrappato al mio respiratore
ed il concetto di fiato corto
assume un nuovo correlativo
così spunta la schiera tossica
di larve furiose in technicolor
schiuse lungo la spina dorsale
terrore puro misto ad euforia
non c’è niente che non abbia visto
siedo miro capisco che io sono
l’eletto che ha letto il sesto libro
francesco che ammaestra i marziani
il miglior fabbro del mio destino
il bambino annegato nel fiume
il mio cane morto di filaria.
