uscendo
dalle pinete
sulla costa
nei suoi
nottlìaci
vagari
artemide

diana
sovviènsi
d’amori
non suoi
quando
a ricordo
di lei

messaggeri
d’eros
fan lieve
regalo
ai mortali
fumigando
suoi odori

sulla battigia
brùlica
il mare
d’immenso
il suo dolce
vicino rovente
e se confessarci

i ritmi smuove
il lasco
il giorno dopo
all’alba
scòtula avanzi
il mare
e ricomincia

(ad libitum)

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