amor suavissimus

salgo gradini uno a uno mi tortura
l’arrabbiata crisalide delle membra
mentre mi tramuto nel pesce ossirinco
nell’arcuata inflessione del tuo amore
breve di parole come acqua di canali
deviata leggermente a irrigare pianticole
leggere con tenace ostinazione anche
se non sai alla prossima stagione
se ancora le vedrai o forse sono io
a non capire e mi schiero come fanti
in armi ma solo per un poco ché
all’ultimo gradino sono vento e corro
a cingerti accanto a me di collane e fiori
e t’abbraccio e t’inondo d’amore

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Clemente Condello
Clemente Condello

Clemente Condello, dopo la laurea in filosofia e una specializzazione in linguistica a Roma e Tuebingen, ha lavorato per un biennio come ricercatore all'università di Francoforte con J. Habermas su questioni di etica e filosofia del diritto. Alla ricerca poetica unisce interessi musicali di tipo atonale (ha studiato violino, clarinetto e chitarra). Del 1988 è la raccolta di poesie “canti di venere”, illustrata dall'artista giapponese Kazuhiro Nomura. Del 2007 la raccolta in spagnolo “adivina comedia”. Del 2009 “a impararsi le vie” che sintetizza 20 anni di poesie, Nel 2010 ha composto il trittico poetico-musicale “mondi lontani” per voce, clarinetto, piano e didgeridoo.

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