Sempre ritorno a te, porto sicuro
ove trovar riparo alla tempesta,
unico punto fermo che mi resta
del mio peregrinar, gravoso e duro.
In questo mio tragitto periglioso
sei tu l’astro che m’indica la meta,
fresca sorgente che la sete acquieta
al fondo del cammino faticoso.
Tu, ameno porto d’acque ferme e chete,
mi accogli, come naufrago sperduto,
come barca che vincere ha saputo
l’infido scoglio e ritrovar la quiete.
Ed ora che ormai il giorno volge a sera,
provato ma sereno, mi abbandono
in questa quiete, ambita come un dono,
dono d’amor e dedizione sincera.
Poi l’ultimo agognato mio desio,
quando la morte aliterà al mio fianco
sarà il poter sentire, a me qui accanto,
la dolce tua presenza e quella di Dio.
