Deriviamoci tutti! – La premiazione del calendario 2007 di Tapirulan

French il cerimoniere - Disegno di Fogliazza

La notizia della vittoria del mio “DERIVA” nel concorso del calendario 2007 Tapirulan è seconda sola a Jacopo.
Per cui, senza mettere tempo in mezzo… cari erettori e care erettrici… non intendo ringraziare tutti quelli che mi hanno votato (saluto comunque tutti quelli che mi conoscono), ma intendo scusarmi con tutti loro.
Mi scuso per avere insistito tanto, probabilmente fino ad esasperarli, sotto minaccia di un santino con il volto di mia suocera mentre benedice se stessa e una poesia in rima sbavata di mia madre.

Mi scuso per aver assillato mia moglie Anna ogni volta che stava al telefono, come quando parlava con non so chi e io le sussurravo forsennato “digli di votarmi digli di votarmi digli di…” Anna riattacca e mi sibila un “c…o vai a dietro che era quello della Vodafone!!!”
Mi scuso per tutti quelli che mi hanno votato e che magari non conosco: avendo potuto avrei rotto le scatole pure a loro.
E dopo le scuse rispondo alla domanda che di solito si fa in questi casi trionfali: cosa farai con i soldi del premio?
Metà in beneficenza, metà mi faccio la macchina nuova e con quello che avanza un bel viaggetto. E crepi l’avarizia.
Un’ultima cosa: avrei accettato di perdere solo se vinceva Elena Prette, VINCITRICE DEL PREMIO DELLA CRITICA, alla quale va tutta la mia ammirazione.
Ma mi è andata bene e scriverlo allevia in parte il mio moderato senso di colpa.

French il cerimoniere - Disegno di Fogliazza
French il cerimoniere – Disegno di Fogliazza

Mai premiazione fu tanto informale” dice l’Assesssore, ma il vero cerimoniere è un altro, French, pseudonimo di Fabio Toninelli (Antonio Lupatelli fa Tony Wolf), che al momento della premiazione, giuro, si alza in piedi e fa alzare tutta la giuria (l’Assessore Montepremi, il Maestro Lupatelli, la Presidentessa Formalina, Fents Barbecue e il Riccioluto Informatico), con queste, giuro, parole:
“Ci alziamo in piedi…” lui già si alza e con lo sgurado a destra e a sinistra istiga gli altri a fare la stessa cosa “… come a messa…” a quel punto nessuno si esime dall’alzarsi in piedi e accenna un “… sia lodato…“.
Fatta eccezione per mio figlio Jacopo che se ne frega del babbo che ritira il premio e alla facciaccia sua si sta ingollando un biberon da 210 gr, è l’apice della premiazione.
“Non si era mai vista premiazione tanto informale”, non è chiaro da cosa rigurgiti tale considerazione da parte dell’Assessore Montepremi, ma un Cerimoniere così merita di presiedere una premiazione almeno almeno la Domenica delle Palme, con una corona di spine, “Cyclette” in una mano e il megafono nell’altra per sollecitare le iscrizioni all’Assoziazione e  se nei piedi gli avanza un pollice opponibile… anche una spruzzetta per benedire.

[tratto dal blog di Fogliazza: blog.tapirulan.it/fogliazza]

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Gianluca Foglia
Gianluca Foglia

Gianluca Foglia è nato a Parma nel 1971 città dove vive e lavora. Dopo tanti anni di fabbrica oggi è autore e narratore teatrale, illustratore, fumettista, blogger, vignettista e autore satirico. Si firma Fogliazza. Da anni impegnato nel Teatro Civile con progetti sulla memoria e in particolare sulla Resistenza tra i quali “Memoria Indifferente – le Donne della Resistenza” (2008) narrazione a fumetti dedicata alle Donne Partigiane (oltre 150 repliche su gran parte del territorio nazionale). Sposato con Anna, ha due figli: Jacopo e Nicolò. Ha un gatto e due chitarre che non è capace.

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Un commento

  1. da spettatore, da semplice spettatore l’autentica e visibile emozione dei membri del circolo lassù, sul palco per la sacralità (invero laica) del luogo in questione per l’eminenza dell’ospite d’onore per l’entità del progetto, sia morale (ah, che brutta parola) che pecuniaria (indiscutibile, eppure in evidente contrasto con le parole dell’Autorità ) per la qualità delle opere premiate per la partecipazione che ha ruotato tutt’attorno e potranno anche conferire una patina di informalità di artigianalità , se si vuole ma guardando meglio c’è l’entusiasmo, la voglia di fare qualcosa di farlo al meglio delle proprie capacità un plauso sincero da parte di chi non ha guardato dall’alto ma da seduto su una delle sedie rosse, l?, in mezzo al pubblico doverosi i complimenti al vincitore per l’opera e per l’internvento al banchetto che è conseguito e lastbatnotlist alle tapirugirls che hanno saputo salutare questa primavera tardiva come dolci equinozi

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