Nemici al cinema

«Che si fa stasera?»
«Mah, non lo so…»
«Andiamo a bere qualcosa?»
«No… non mi va… andiamo al bowling?»
«Preferirei qualcosa di più tranquillo… cinema?»
«… ma sì, perché no? Vada per il cinema!»

E così, almeno pensate, vi godrete un bel film in santa pace, seduti comodi immersi nella scena grazie all’audio dolby-surround strafico dei moderni multisala. Spesso, però, capita che, proprio la sera che andate al cinema, la sorte birbona decida di far venire la stessa idea anche a taluni personaggi molesti, tutti seduti in bell’ordine nel raggio di cinque posti da voi, che farebbero perdere la pazienza a Gandhi. Alle vostre spalle ecco un ragazzo vestito molto pesante, con il moccio al naso e un fazzoletto fradicio e incrostato di caccole a portata di mano. In genere non fa molto casino, ma spesso vi sorprende con violenti rumori improvvisi. Quando il thriller intricatissimo che dall’inizio state seguendo con un’attenzione di cui non vi credevate capaci giunge ad un punto vitale e, finalmente, si sta per svelare l’arcano che vi consegnerà la chiave del film, ecco che parte improvvisamente un super colpo di tosse che mette in atto un totale oscuramento audio sui ripetitori della sala. Non potete nemmeno prendervi in tutta coscienza la soddisfazione di insultarlo, perché il poverino appena gli passano le convulsioni e i conati che la tosse gli provoca si scusa molto gentilmente e cerca di attraversare la sala per uscire (fallendo miseramente il suo tentativo di non disturbare poiché l’attacco cessa non appena è solo, riprendendo al rientro). La tosse, tra l’altro, è il male minore, poiché se il poveretto sta particolarmente male potete essere vittima anche dei suoi germi. Lo starnuto, a causa del quale, se dotato di eccessiva potenza, potete ritrovarvi con il collo completamente fradicio, è spesso preceduto però da un segnale acustico. Una serie di vocali nasali e poco distinguibili vi avvisano: intanto rassegnatevi a non capire il thriller, e poi, soprattutto, mettetevi al riparo prima che un ondata di melma viscida vi investa senza pietà.

Alla vostra destra, due o tre posti più in là, due genitori, che, invece di invecchiare serenamente guardando la tv hanno sfornato 4 pargoli urlanti, che non riuscireste a far tacere neppure mettendogli un calzino sporco in bocca. L’allegra coppia porta i figli a vedere qualsiasi tipo di film italiano vagamente comico. I più gettonati, in genere, sono i film di Pieraccioni, Verdone, e (non per esperienza ma per sentito dire, ci tengo a sottolinearlo) quelli di Boldi e De Sica. I pargoli vengono lasciati a briglie sciolte (come succede in genere in ogni luogo pubblico) e come dei pappagalli acefali, ripetono sghignazzando ogni battuta. Neanche in questo caso potete zittire i piccoli mostriciattoli: rischiate di rimetterci un braccio a causa dell’irascibile padre…

Davanti a voi si sono appena seduti due fidanzatini, mano nella mano, tutti picci picci… che carini… sì, carini un corno! Se non siete in una sala con un notevole dislivello tra una poltrona e l’altra potete dire addio alla tanto attesa maratona di Terminator 1, 2 e 3, alla quale siete andati tutti vestiti di pelle con tanto di occhiali scuri e stivali anfibio con la punta di ferro, perché quello che vedrete non saranno altro che 5 lunghissime ore de “Il tempo delle mele”… Questo pensiero non vi ha ancora disgustato completamente quando un colpo alla schiena vi riporta alla realtà…

Posto esattamente dietro di voi, notate un ragazzo altissimo, probabilmente un Kaminoano. Questo simpatico elemento è accompagnato da una fanciulla che, per non risultare troppo nana di fianco all’aitante compagno, indossa scarpe con tacchi impressionanti, con i quali avrebbe problemi anche un trampoliere esperto. I tacchi a spillo, involontariamente o per pura goffaggine, finiscono sempre e comunque nelle vostre scapole, quando cerca di sistemarsi nella poltrona. La fortuna vuole poi che, essendo questi aggeggi infernali più che scomodissimi, la gentil donzella tenti più e più volte di trovare una posizione confortevole, senza però mai riuscirci. Riesce però, senza possibilità di fallimento a devastare completamente la vostra schiena. Ma improvvisamente ecco un rumore fastidiosissimo, accompagnato dall’odore burroso, di per sè calorico, di unto e schifezze.

Poco dinnanzi a voi, con qualche brufoloso amico, ecco un vorace panzuto. Già la quantità di cibo che porta con sé è incredibile, ma ancora più incredibile è la velocità con cui riesce ingurgitarla. Spesso infatti finisce prima che cominci il film… è spesso rumoroso mentre mangia e tira su il fondo della coca-cola sguinzagliando striscianti, viscidi brividi freddi sulla vostra schiena. La cosa curiosa è che il tipo di film non lo condiziona assolutamente, che stia guardando “L’allenatore nel pallone” o la “Passione di Cristo”, la sua dieta non cambia: patatine, pop corn, coca cola, e se possibile anche quelle graziossime palline-spaccatimpani di cioccolato con all’interno la nocciolina.

Il peggio viene però quando apre il sacchetto malefico. Sono partiti i titoli di testa, e già vi state illudendo di passare una serata tranquilla e di godervi in pace il film, quando apre il sacchetto e, cercando il boccone più grasso e succulento, fruga continuamente al suo interno, facendogli emettere rumori disumani che riescono a coprire perfino il dolby della sala accanto dove stanno trasmettendo l’ennesimo Jurassic Park.

Ma ecco che un occhialuto dallo sguardo superiore, si siede proprio di fianco a voi, accompagnato da una giuliva fanciulla. Crede di essere simpatico e ritiene, con il suo acume infallibile, di conquistare la sua bella. Per tutta la durata del film, si esprime a voce alta con frasi come “öh, si adesso…”, “ö cat alè…”, “bravo bravo”, “dai….” e altre cose che non cambieranno senza dubbio il corso della storia, ma che senza ombra di dubbio aumenteranno clamorosamete il vostro indice di istinto omicida…

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Giada Delmiglio
Giada Delmiglio

Nata a Cremona nel 1986. Dopo aver seguito alcuni corsi locali di disegno, fumetto e fotografia, si è iscritta all’Accademia di Fotografia John Kaverdash di Milano. Lavora come grafica e disegnatrice. Ha partecipato ai concorsi per illustratori banditi dall’Associazione Culturale Tapirulan: Calendario Duemila6 (scelta per il mese di aprile) e Calendario Duemila7 (opera segnalata).

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20 commenti

  1. Benvenuta Giada! Una nuova collaboratrice in pasto ai lettori di Tapirelax… trattatemela bene!

  2. stasera vado a vedermi solaris. non perché vado pazzo per tarkovskij. ma perché questa gente, a vedere solaris, non la trovi…

  3. Attento ufj. la gente si sta svegliando ! Ora trovi il pienone anche per andare a vedere i piu’ pallosi film di fantascienza … O fose i cinema che li trasmettono si stanno rimpicciolendo? ci si trova sempre piu’ vicini …

  4. Tra tutti, i peggiori sono i mangiatori di popcorn. Talvolta ho avuto l’imperizia di andare al cinema col nostro avvocato barone Juan B., e costui si è piazzato al mio fianco con un cesto di popcorn in grado di sfamare mezzo cinema. Naturalmente la colonna sonora del film è diventata automaticamente il rumore della sua masticazione.

  5. Per evitare i problemi descritti da Giada, preferisco rifugiarmi al cinema in giorni ameni, tipo il martedì o il giovedì….salvo rendermi conto che in quel giorno ameno che avevo furbescamente scelto, non passavano l’ultimo film di Atom Egoyan, ma uno spettacolo teatrale di non meglio precisata compagnia. E così, devo ancora vedere ¨Le false verità¨.

  6. Dopo gli scontati complimenti a Giada per la sua verve e per il tragico realismo di quanto descritto (quante volte, io, da ragazzino, mi sono trovato davanti il gigante che occlude la visuale…), posso anche dirvi che quando un film mi interessa, aspetto che esca in DVD o videocassetta…

  7. Nooooooooo fratearrigo non puoi dirmi ciò… il cinema non può essere sostituito da DVD e tv. Questi sono un discreto surrogato, ma è come rinunciare a priori al cioccolato di qualità e accontentarsi di surrogato sintetico di infima categoria… E per quanto riguarda Pigi: normalmente per i film e spettacoli che vai a vedere tu non ci sono grossi problemi: all’ultimo eravate presenti solo tu e il regista, perché la bigliettaia aveva dato a voi le chiavi e aveva preferito starsene a casa…

  8. Dolente di averti dato un dispiacere, Del. Ma se estraggo dal mio salvadanaio sette euri per un film, voglio vederlo alle MIE condizioni…

  9. Pensa invece: andando al cinema a sette euri non solo ti godi il film nell’impianto magnificente di una sala che a casa non avresti, ma in più hai diritto a partecipare (INCLUSO NEL PREZZO!) ad uno straordinario corso di tolleranza e sopportazione del prossimo tuo, cosa che a casa non potresti mai fare!

  10. Guarda, Del: io di quei corsi lì ne frequento anche troppi in altre sedi. Anche al cinema, no…

  11. c’avevi ragione tetsuo madonnabonina. sala gremita ierisera. permettimi soltanto di dissentire sulla tua definizione del film ‘palloso’. ‘estenuante’ è un aggettivo più appropriato. più appropriato ancora sarebbe ‘meraviglioso’. comunque ‘de gustibus’ diceva mio nonno e poi si fermava lì. mio nonno parlava poco, e soprattutto non sa un cazzo di latino

  12. Deh, già era pesantuzzo il romanzo. Se si parla, naturalmente, di un film tratto da Solaris di Stanislaw Lem. Autore ¨estenuante¨ già di suo…

  13. Film palloso … Ufj, vedi che per me è un complimento. Io adoro i film pallosi e lunghi (soprattutto). Solo che ho adottato una terminologia comprensibile per farmi capire dalle altre persone (non cinefili) senza troppi problemi. Se porto la mia ragazza a vedere Solaris e gli dico che è un film meraviglioso … alla fine del primo tempo mi arriva una scarpata in faccia. Se invece gli dico che è un film palloso … mi sento l’anima in pace, e magari ci vado da solo a vederlo. Credo di essere l’unico al mondo ad aver visto la versione integrale di ¨Fino alla fine del mondo¨ (280 min.) senza andare al cesso neanche una volta. Non a caso mi chiamano Tetsuo: L’uomo con la vescica di ferro. p.s. si Del, hai visto giusto. Si parla di un film tratto dall’omonimo (e bellissimo) romanzo di Lem. p.p.s. Esiste anche un recente remake del film di Tarkovskij, con Giorgio Clooney. Altamente sconsigliato

  14. Il remake tanto sconsigliato è il Solaris di pochi anni fa che tanto tanto piace a Pigi?

  15. Esatto, ho trovato il remake molto bello, soprattutto per le scelte di Soderbergh circa la rappresentazione dei ricordi del protagonista. L’originale ammetto ahimè di non averlo visto, ma rimedierò prima o poi…spero.

  16. Io sono appassionato di fantascienza da sempre. Da ragazzino, vengo a sapere che c’è ‘sto ¨Solaris¨. «Che bello!», ho detto. Ma non sapevo cosa mi aspettava. e per fortuna ho visto una versione breve…

  17. Fratearrigo, parallelo compagno di sventura: io non sul film, ma sul libro, che quel folle di Tetsuo definisce ¨bellissimo¨ ho sprecato non già un’oretta, ma giorni… ah, giovin lettore da lo destino infame, quanti testi devi subire prima di trovare un’opera grandiosa?

  18. Eh, Del… Le opere grandiose sono molto rare, nel cinema e in letteratura. Però esistono. E ogni tanto ne intravedo qualcuna…

  19. Anche in estate è bello trascorrere le serate al cinema, quello all’aperto però. Peccato che quest’ultimo si presti ancor di più all’incontro di spiacevolissimi personaggi: l’altra sera, una quantità imprecisata di bambini infestava la sala distribuendo a volontà petulanza e fastidiosità assortite. Ma il personaggio più agghiacciante era un signore che per tutta la durata del film rumoreggiava grattando le unghie le une contro le altre: un incubo!

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