Anestesia

Fuori della finestra semiaperta
sento cantare antichissimi merli,
perdersene di negre ali il frullio,
chissà dove.
Non so da quale ciarla
(ancora così bene non capisco
lo svizzero tedesco)
emerga perentorio un “Apra”. Parla
per monosillabi anche l’apprendista
installatasi assonnata a latere,
pronta al travaso della procedura
(mi era parsa finora una sinopia,
indifferente assisa sopra un podio
allo svolgersi della tortura).
Da qualche parte fuori è un giaculare
di bombi, e ne trasalgo.
È primavera.
Non è tutto lo sfrigolio della bambagia.
Fuggita per lieve imperizia
(si era assicurato l’odontoiatra
a escludere allergie: “Mit der Spritze?”)
avverto scivolarmi la rugiada
giù per la gola, oltre profondi clivi,
aspra dell’anestetico afrore,
in un crescendo di battiti.
Forse è uguale, miocardio o gengiva,
forse tra pochi attimi
non sentirò più il cuore

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Raffaele Sabatino
Raffaele Sabatino

Raffaele Sabatino è nato a Caserta nel 1968. Ingegnere elettronico (non sa nemmeno lui perché), lavora nelle telecomunicazioni dal 1997. Ha vissuto per 8 anni a Roma. Sposato, un bambino. Emigrato in Svizzera nel 2005. Nel 2012 ha vinto il concorso di poesia Tapirulan.

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