Basta un niente

Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Wislawa Szymborska

Mi esercito in molte profezie al contrario,
immagino fatti che non accadranno, piccoli
accadimenti, inciampi, infortuni, 
incidenti per strada, sul marciapiedi 
come a prepararmi a un peggio 
che non avviene, a ogni evenienza
che, mancando, rassicura e consola.
Una scheggia di vetro che buca
una ruota, un passante che spintona
una vecchia, uno scippo, due vetture
che tamponano al semaforo, un fattorino 
che lascia cadere un pacchetto 
dentro un bidone, un uomo che entra
nel portone di casa lasciato a richiudersi 
alle mie spalle, per colpirmi e derubarmi 
o in modo gratuito ferirmi.
Mi vergogno un poco a rivelare questo gioco
di controfattuali attesi e scampati,
di piccoli gesti fatidici, violenti e insensati,
forse esorcismi chiamati a placare le mie paure su un mondo 
che mi è, in larga parte e impensata, non comprensibile,
esperimenti mentali involontari che scattano talvolta,
seppure con una certa costanza, per strada mentre
non mi succede niente.
Ma questo niente è una fortuna smisurata.

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Matteo Pelliti
Matteo Pelliti

Nato a Sarzana nel 1972, vive a Pisa, dove si è laureato in Filosofia. Ha pubblicato le raccolte di poesie "Versi ciclabili" (Orientexpress, 2007) e "Boicottando mongolfiere e ghigliottine" (Tapirulan, 2013) e i racconti "Giocattoli" (Felici Editore, 2010). Del 2015 le poesie "Dal corpo abitato" (Luca Sossella Editore) con le illustrazioni di Guido Scarabottolo e un cd audio con la voce di Simone Cristicchi, cantautore col quale collabora stabilmente. Per "Montalcino FermentiInscena", ha scritto con Manfredi Rutelli lo spettacolo teatrale "Tacabanda", racconto musicale per voce recitante e ottoni di paese.

Articoli: 15

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