È troppo tardi

Il cielo è annerito
sopra questo penoso ricordo di noi due
che abbiamo riempito moltissimi giorni
lungo il viale delle fiacche promesse.

Il tuo amore è solo marmo
e il bene ed il male dentro di me
urlano ancora per salvare apparenze.
Mettiamo almeno coraggio in quest’addio!

Le nuvole portano grigie novelle
e sul tetto della mia testa
la morte s’aggrappa pesante
per ritardare l’arrivo.

Nella giusta bufera
che intorno s’abbatte
è troppo tardi riavere
l’amore che ha diviso l’amore.

Guardando la pioggia che picchia
o la melma che accumula melma là presso il ciglio,
rimane in comune, oltre all’affanno,
girare di scatto le spalle

magari ammucchiando i nostri ricordi
ai sassi lavati dal fango,
alla nebbia che intanto scende,
alle foglie, ingiallite d’autunno.

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Aurelio Zucchi
Aurelio Zucchi

Nell'agosto del 1970 mi sono trasferito a Roma, città dove vivo e lavoro.
Ho sempre avuto una predisposizione ai rapporti umani e un interesse notevole per la letteratura.
Fin da giovane mi sono accostato alla poesia e, da pochi anni, alla narrativa.
Come scrittore, ho esordito con il romanzo Viaggio in V classe (Edizioni Il Filo - Prefazione di Pietro Zullino)
Questo libro, pubblicato nell'ottobre del 2006, rappresenta per me un valore assoluto. La determinazione, l'energia e l'impegno che ho profuso nella concezione, nella stesura e nella cura del romanzo sono strettamente legati alla ricerca di linguaggi capaci di liberare l'io narrante seguendo il dettato del cuore e della verità. Raccontare una storia "normale", che fosse in grado di privilegiare l'ordinario senso della vita, è stato precetto fondamentale.

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