Scateni quello che che non mi aspettavo:
mi fai ridere.
Non sei divertente,
sbagli, mi dici,
e io non ti credo.
Insisti nelle tue pretese,
credi di capirmi. Mi spingi fuori dal divano,
io rido, davvero tanto.
Mi rendi allegro,
sei ingenua, mi piaci nel tuo mondo di regine.
È marzo, e ti ostini a dire che è primavera.
È solo tempo che passa,
le stagioni non esistono, ti dico.
Allora sei tu che ridi, davvero tanto,
e io ti devo fermare, altrimenti scoppi.
È pronto a tavola, ci diciamo.
Dammi il piatto. Lo prendi, lo getti per terra,
mille pezzi di ceramica sparsi attorno a noi.
Ridi.
A me non fai più ridere.
Seduto di fronte a te,
i tuoi occhi come fari,
scateni quello che non mi aspettavo:
mi fai amare.
Allora sono io che ti abbraccio, fortissimo,
e tu chiudi gli occhi per riposare.
Non piangerai, mi dico.

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