Pazzo cuore
malato di musica, sogni e burro.
Pazzo martirio che devo subire.
È questa sera come le altre,
e come le altre nera,
questa sera che mi dimentica.
Ricordo notti nere con puntini bianchi,
riflessi di corpi e mattoni su acque di città,
mentre un ponte è la nostra strada,
immersa nel buio.
Il piacere di vedermi addosso la tua ombra,
il tuo odore nel mio,
e la tua mano, riscaldarsi dentro la mia.
Perché ti ho lasciata? Eri bella,
sorridevi, illuminando la notte.
Io guardavo altrove. Dove?
Perché non sono con te?
Perché non posso più tenere la tua mano?
Perché vedo solo un’ombra squallida?
Non mi dovrei voltare più.
