PRIMAVERA D’AMORE

Nascono uccelli in fiore,
dalla primavera che gentilmente
suona al risveglio,
come il nostro primo abbraccio,
il primo sguardo …
guardarci negli occhi
e fermare il tempo
in un attimo d’amore.
Quell’attimo che sentiamo
ancora vivo in noi!
Come un recipiente,
capiente d’immense emozioni,
sussurra la giovine età;
sprigiona nell’aria
profumo di primule
raccolte in colorati e floreali prati.
Respirare e vivere
ogni volta la fresca aria
che pronuncia in noi
ritmi e giorni d’amore.
Un fulgido fiorire
pare di sentire
l’anima rinnovare,
nessun dubbio in cuor nostro,
un istante di gioia
ha legato due anime
in una sola dimora!

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Maria Capozzi
Maria Capozzi

Maria Capozzi è una giovane poetessa (s’intende giovane per età, pur avendo ella all’attivo alcuni anni di scrittura poetica) che è arrivata allo snodo fondamentale cui arrivano, dopo qualche anno di pratica, tutti quelli che scrivono versi. E, quindi, giustamente, s’interroga sulle modalità e sulle caratteristiche della propria scrittura. Ad una lettura, sia pure generica, delle sue prove ne emerge una personalità poetica che dà il meglio di sé nei testi brevi e compatti per tema e per struttura metrica, nei quali si prediligono misure tradizionali, nello schema del verso libero con una certa musicalità “d’epoca”, che ricorda i modelli della poesia simbolista e decadente con certe figurazioni di origine dannunziana, calate in una sensibilità fresca e in un ritmo scorrevole, che appaga l’orecchio ma conserva una sua diretta comunicabilità, ancora non viziata dall’eccesso di scuola. Ci sono testi esemplari in questo senso, come “Ciliegio” e “Il suono di un violino”, che è un omaggio sincero a Cremona. In altri casi, il verso è più diseguale e il risultato dell’insieme si avvicina di più ad una prosa poetica. Si rilevano temi che andrebbero approfonditi come il rapporto con la natura, sentito in tutta la sua forza, quello con gli affetti familiari e una dimensione religiosa, che è rara da individuare in poeti della sua età. Ma per elaborare questi spunti ci sarà certamente tempo; per ora leggiamo con attenzione questi versi che ci propone, perché essi rappresentano, in certo qual modo, il suo esordio pubblico sul panorama della poesia locale; con tanti auguri per lei.
(testo critico di Vincenzo Montuori)

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